Come rendere il Natale ancor più emozionante

Come rendere il Natale ancor più emozionante

C’è chi a Ferragosto pensa con gioia al freddo delle feste natalizie. Da pellicola statunitense. C’è poi chi non vede l’ora di addobbare la casa di rosso e fare l’albero di Natale. E poi ci sono quelli, che amano alla follia le luminarie, i cristalli e i giochi di luce che riscaldano il cuore. Una vera e propria passione che spesso si coniuga anche con un gusto cinematografico, con un Santa Claus vestito di rosso scolpito nell’immaginario collettivo e decorazioni da sogno americano. E chi meglio di Salvatore Izzo designer specializzato nell’arredo di casa in stile statunitense che spopola sui social – oltre 71mila i suoi follower su Instagram – può insegnare a fare l’albero e prepararci per le feste? Salvatore Izzo, quali sono gli elementi che non devono mai mancare in una casa addobbata a festa? © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Alba | Dove ci si può far abbracciare dalle colline

Alba | Dove ci si può far abbracciare dalle colline

Arroccata in un’ansa del Tanaro, la città di Alba ha senz’altro una fama maggiore delle proprie dimensioni: appena trentamila abitanti, una sorta di grande salotto in cui tutti si conoscono, con una missione consacrata al buon vivere e al far vivere bene gli altri. Una città bianca come richiama il suo nome, Alba e come il suo prodotto di punta, il Tartufo. Ma pure una città rossa, di partigiani, di porfido, coppi e mattoni, così medioevali e così piemontesi. Fenoglio, attraverso gli occhi di uno dei suoi personaggi, la descriveva così: «Mi stampai nella testa i campanili e le torri e lo spesso delle case, e poi il ponte e il fiume, la più gran acqua che io abbia mai vista…». Alba ancora fa la stessa impressione a chi scende dalle Langhe verso la sua Capitale, sempre lì con i suoi mercati, i suoi negozi eleganti, i caffè, le pasticcerie, le campane delle tante chiese e i suoi straordinari personaggi, come Michele Ferrero, il papà della Nutella.

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#Oltre n°43/2021 | Fuori dai binari: cinquanta sfumature di Covid

#Oltre n°43/2021 | Fuori dai binari: cinquanta sfumature di Covid

L’idea che in tutto ci sia una logica binaria è molto rassicurante. O di qua o di là, basta schierarsi per sentirsi protetti da tutti coloro che fanno parte del tuo schieramento. Non ti senti mai solo di fronte alla complessità delle cose del mondo, ti senti in compagnia dei tuoi consimili, della tua band of brothers. È la storia dell’umanità, del resto, da giorno e notte, da Adamo ed Eva, da Caino e Abele. È la storia del nostro Paese, da Romolo e Remo, fino a destra e sinistra, passando per guelfi e ghibellini e naturalmente Coppi e Bartali. La logica binaria è la più efficace per far funzionare il mondo – non per nulla guida l’informatica da sempre, zero e uno, uno e zero – perché è la più semplice, permette una semplificazione banale ma stringente in bianco e nero, bene e male, Inter e Juve. Questa logica binaria è anche perfetta per il gioco, undici contro undici e palla al centro, e ovviamente per i dibattiti televisivi, faccia a faccia, o di qua o di là, Forum. Poi però, a volte, succede qualcosa di unico, di talmente unico che si prende tutto, che contiene il polo positivo e il polo negativo nella sua essenza primaria originale e naturale, nel bene e nel male, accade. Amore e odio, malattia e guarigione, tutti i campi avversi sono ricompresi, scomposti e ricomposti in un prisma, fatto di sfumature, di colori, diventano un unico argomento grande come il mondo. Prendiamo la pandemia, il Covid-19, questa straordinaria vicenda umana e globale che è diventata l’unico argomento possibile, il monopolista delle nostre vite quotidiane. La tv e il dibattito mediatico ci hanno provato a più riprese a ricondurre anche questo mostro planetario a una logica binaria: negazionisti o catastrofisti, chiudere o no, vax o no vax. Ma pur con tutti i tentativi, a uso e consumo di qualche punto di share o di qualche lettore o di qualche like sui social, i temi importanti, le cose gravi e i soggetti così connaturati all’esistenza delle persone piombano sui nostri campi di Subbuteo con i due schieramenti ben disposti l’un contro l’altro armati per scompaginare le nostre certezze binarie. E allora il bianco e il nero diventano le sfumature delle zone bianche, gialle, arancioni e rosse, mentre la certificazione è verde. Pensi tutto il giorno a quella cosa lì. Hai voglia a continuare a dirti: «Non pensare all’elefante, non pensare al Covid…». Tutto è ridotto all’uno, l’assoluto è questo. Ma gli assoluti negativi, come le epidemie, vanno decostruiti pezzo per pezzo, sfumatura per sfumatura. Non c’è una soluzione unica, una partita, c’è un lavoro di passi: le chiusure, le misure di sicurezza sanitaria, quelle di aiuto economico, il vaccino, la prima, la seconda e la terza dose, gli sforzi «un centimetro alla volta», come urla Al Pacino in Ogni maledetta domenica, e «quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire». Che, questi sì, sono due opposti.

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Come ingannare l’attesa del Natale? Pattinando!

Come ingannare l’attesa del Natale? Pattinando!

A Varese per la prima volta la pista di ghiaccio arriva ai Giardini Estensi tra luci e atmosfere magiche, mentre a Laveno è possibile scivolare anche ascoltando i racconti di alcune delle più belle favole. E poi ancora a Cuasso, Busto Arsizio e Gallarate. Non resta che mettere le lame ai piedi!

Scopri di più nel numero 43/2021 di Oltre in edicola giovedì 9 dicembre con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:
In copertina – La magia del Natale parte da casa. Come addobbare l’albero: i colori e le strategie per un effetto wow. Ecco i consigli dell’interior designer Salvatore Izzo seguitissimo su Instagram, per vivere la magia del Natale anche a casa.
Da gustare – Conoscere l’arte mangiando. Un modo semplice e gustoso grazie a «Anche Van Gogh mangiava le cozze» il libro d ello chef Massimiliano Babila Cagelli e di Serena Colombo critico d’arte;
Da scoprire – Si celebrano i vent’anni di Harry Potter tra speciali in televisione, al cinema e una gita nei luoghi che più rimandano al maghetto;
Da fare – Alba, la capitale delle Langhe è una cittadina ricca di cultura e storia da visitare a tappe gastronomiche a base di tartufo bianco e innaffiate da un calice di vino;
Da vedereGrand Tour. Sogno d’Italia da Venezia a Pompei alle Gallerie d’Italia: dipinti, sculture, oggetti d’arte per riproporre l’immagine dell’Italia amata e sognata.

Zucchero: «Sono rinato e ora voglio scrivere per i Maneskin»

Zucchero: «Sono rinato e ora voglio scrivere per i Maneskin»

«Quando mi sono messo a lavorare a questo disco, mi sono chiesto: se dovessi fare l’album migliore che posso, quali canzoni metterei? Quelle che ho non ho scritto io ma che avrei voluto scrivere. Io l’ho vissuto come un disco mio, pensando che le canzoni le avessi scritte io». Adelmo Zucchero Fornaciari aggiunge un altro mattone alla sfarzosa dimora della sua carriera. E lo fa con argilla altrui che ha rimodellato a tal punto da rendere sua. Discover, una riscoperta ma anche uno svestire e rivestire dei propri panni. Questo il titolo, e lo dice già la parola, del sospirato cover album. Durante l’ascolto gli effetti psicologici della pandemia si avvertono bene: «C’è un velo di malinconia – ammette Zucchero -. Non ci sono brani aggressivi o tirati. Sono partito con cinquecento titoli che ho poi scremato in tre anni, pensando a quando suonavo nei club con la prima band del paese. Ai tempi non c’erano ancora i dischi vecchi, quindi non dovevamo suonare per far ballare la gente. Ci facevano fare un’ora e mezzo come se fossimo stati un’attrazione pur senza essere famosi. Facevamo Genesis, Pink Floyd, Jethro Tull».

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