Oltre torna in edicola – Il rompicapo che non fa paura agli speedcuber

Oltre torna in edicola – Il rompicapo che non fa paura agli speedcuber

Tutti pazzi per il cubo di Rubik il più famoso rompicapo al mondo. Sono giovanissimi gli speedcuber italiani che gareggiano ai campionati che vedono fronteggiarsi i migliori e più veloci realizzatori da tutto il mondo. Pochi secondi e il gioco è fatto!

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 27 gennaio con La Prealpina. 

Inoltre, vi parleremo di:

Da ascoltare – Achille Lauro: <Per me la musica si ascolta, si guarda, si percepisce. È un mondo che spazia ovunque>. Il cantautore dopo aver trascorso cinque mesi su un’isola deserta diventa Idol Superstar
Da gustare – La vera trasgressione? Una tazza di cioccolata calda. La si degusta fin dai tempi dei Maya, ma oggi vi diciamo come prepararla e assaporarla.
Da sapere – Andrea Tagliabue, una laurea in scienze bancarie, ha lasciato la sua casa a Londra e un lavoro per un colosso della finanza, per tornare in Brianza a fare marmellate di fragole. Il risultato? Ha creato un’azienda che ha anche ricevuto l’Oscar Green di Coldiretti
Da vedere – Per i seicento anni della Collegiata di Castigione Olona tanti gli eventi in programma come la possibilità di ammirare la pergamena contenente la narrazione del cardinale Branda Castiglioni e il suo calco della lastra tombale

#Oltre n°2/2022 | Il presidente della Repubblica, star indiscussa

#Oltre n°2/2022 | Il presidente della Repubblica, star indiscussa

Perché piacciono tanto i presidenti della Repubblica? O meglio, perché piacciono tanto gli ultimi presidenti della Repubblica, diciamo da Sandro Pertini in poi, con qualche problema di consenso per Francesco Cossiga, forse allora non capito nell’aver capito la fine della Prima Repubbica, e per Oscar Luigi Scalfaro, ma in fondo anche di un suo bis possibile si parlò? Noi siamo gente difficile da governare, refrattaria al capo perché abbiamo conosciuto un duce, più incline alle regole di quel che si pensa oltre Chiasso (Covid dixit), ma assolutamente sospettosa nei confronti della leadership, qualunque leadership. Qui da noi i leader di governo scadono prima degli yogurt, quando magari in Paesi vicini durano due o tre lustri, mentre quelli di partito vengono considerati più celebrity da reality show che uomini o donne di potere, almeno fino a quando non hanno responsabilità di governo, appunto. I presidenti del Consiglio hanno infatti di solito un anno, massimo due di luna di miele, poi stroppiano, ma tanto in Italia più di quel tempo un governo in media non vive. Ogni tanto vengono rimpianti, ma anni dopo. Invece il presidente della Repubblica, che dura sette anni sette, cioè non poco, piace, piace di più. Si becca sempre, lui, l’applauso più prolungato alla prima della Scala. Perché? Perché da Ciampi a Mattarella passando per Napolitano si è ipotizzata perfino una nuova stagione di sette anni, come fosse una serie Netflix che non vogliamo finisca mai? Intanto perché i nostri padri costituenti, che erano illuminati dallo spirito santo della pace appena sopraggiunta, sono stati dei geni e hanno trovato una quadra costituzionale che impone una elezione molto travagliata, molto pensata, molto negoziata, molto delegata. Tutti questi riti un po’ stucchevoli che da giorni ci accompagnano come in un reality, appunto, sono la ricaduta teatral-burocratica delle voci dei nostri padri costituenti che dicono ai grandi elettori: «Pensateci bene, pensateci bene, ripensateci bene». E a furia di balletti, dialoghi franchi e franchi tiratori, pensa che ti ripensa, alla fine le scelte sono state quasi sempre fortunate. E poi hanno inserito negli articoli che regolano i poteri dei presidenti e il loro modo di essere tante e tali sfumature che nessuno sa bene dire con esattezza se il presidente ha tanti, pochi o medi poteri. La definizione di Sabino Cassese dei poteri a fisarmonica è dunque perfetta. E spiega perché quella è l’unica leadership che amiamo amare. E poi c’è un luogo, il Palazzo del Quirinale, a fare da sfondo e da set alla persona che interpreta il ruolo da protagonista del romanzo della nazione. Ecco, servirebbe un romanzo ambientato al Quirinale. Chissà, magari qualcuno ha già avuto l’idea.

Oltre torna in edicola – Arturo Brachetti, in casa sono Solo con la mia ombra

Oltre torna in edicola – Arturo Brachetti, in casa sono Solo con la mia ombra

Arturo Brachetti, la leggenda del trasformismo in scena a Milano e poi a Varese racconta i suoi settanta personaggi dalle favole alle serie tv, i personaggi un susseguirsi di trovate comiche, poetiche e nostalgiche che coinvolgono lo spettatore in un turbine di emozioni.

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 20 gennaio con La Prealpina. 

Inoltre, vi parleremo di:

Da provare – Gloria Peritore la campionessa di kickboxing racconta il suo amore per questo sport che ha anche un lato tutto femminile.
Da gustare – Tutto sul caviale l’alimento pregiato e lussuoso che deriva da un pesce preistorico, lo storione, e di cui l’Italia è prima produttrice.
Da fare – Su, in cima al Passo del Cuvignone, la meta amata da tutti i ciclisti, svela invece un lato spettacolare unico, un panorama meraviglioso.
Da vedere – Credete ancora all’anima gemella? Allora dovete guardare «4 Metà» la commedia romantica in onda su Netflix con quattro storie di coppie.

Sulle orme di Leonardo lungo il sentiero

Sulle orme di Leonardo lungo il sentiero

Un viaggio lungo e affascinante, ricco di cultura, scienza, laghi, fiumi e montagne. Per celebrare il genio di Leonardo, tre anni fa, in occasione dell’anniversario dei cinquecento anni dalla sua morte, l’associazione Cammino di Sant’Agostino, si è inventato il Sentiero di Leonardo: 540 chilometri andata e ritorno tra Milano e il Passo del San Bernardino passando, da una parte dalla Brianza e dalla sponda lecchese del Lago di Como e, dall’altra, dal Pavese, Varesotto e Canton Ticino. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Dagli anni Ottanta ritorna la gelatina e diventa wow

Dagli anni Ottanta ritorna la gelatina e diventa wow

In principio fu l’aspic, uno dei grandi classici della cucina degli anni Ottanta. Poi le celebri gelatine Tuttigusti +1 della saga del maghetto Harry Potter, caramelle gommose ma dai sapori improponibili. «Perché la moda passa ma lo stile resta» diceva Coco Chanel. E anche la gelatina, aggiungiamo noi. Che oggi vive una seconda gioventù con le Jelly Cake, perfetto mix tra realtà e fantasia. Si tratta di autentici capolavori che rendono sempre più sottile il limite tra pasticceria e arte. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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