IN USCITA
Lo chef Pietro Leemann patron dell’unico ristorante vegetariano d’Italia racconta il suo rapporto con la natura che lo guida nella creazione dei suoi piatti.
Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 18 gennaio con La Prealpina.
Inoltre, vi parleremo di:
Da indossare – Dalle piste all’après-ski con eleganza strizzando l’occhio al vintage e in particolare agli anni Ottanta.
Da vivere – In casa, mettiamoci comodi: dai divani ai letti, dal pigiama alla coccola beauty. La parola d’ordine è sentirsi avvolti e a proprio agio.
Da vedere – – Nicolas Ballario ha girato l’Italia per ammirare cento luoghi d’arte contemporanea e renderli pubblici.
Da sapere – Direttamente dal Ces di La s Vegas le ultime novità tecnologiche che rivoluzioneranno il nostro futuro prossimo.
IL PENSIERO DEL DIRETTORE
Quando i social diventano un’occasione di conoscenza
I social fanno parte della nostra vita. Inutile negarlo. Inutile e controproducente scatenare delle battaglie contro. Inevitabile sarebbe la disfatta.
Di questi concetti sono convinti un po’ tutti, anche le schiere di boomer che si adattano alla bisogna e spesso fanno dei gran disastri. Ma va bene così. Non si può imparare a nuotare senza buttarsi in acqua, come non è giusto e non è corretto sentenziare su un mondo che non si conosce. Quello che fa la differenza, come per tutti gli strumenti creati dall’uomo, è l’uso. Anche l’automobile è un pericolo se si va a 200 all’ora in una strada a curve (ammesso che si riesca). Così i social diventano rischiosi – anzi dannosi – se l’uso viene trasformato in abuso, se non si comprende il confine che esiste tra mondo reale e virtuale, mischiando tutto quanto.
Il gallaratese Marco Pangallo – alle pagine 8 e 9 di quest’edizione di Oltre – dimostra come si possano utilizzare i social per portare un mondo considerato per gente di una certa età ai più giovani. Operazione che dimostra come, nella nostra società, spesso il medium (come lo chiamava il semiologo Marshall McLuhan) è il messaggio. Ovvero, il contenuto (in questo caso l’opera lirica) assume rilievo nel momento in cui viene veicolato con il mezzo giusto (in tal caso su Instagram). In apparenza, tutto questo meccanismo – al giorno d’oggi – sembra scontato, quasi ovvio. Ma non è così. Tanto è vero che, quando l’influencer gallaratese ci ha pensato e lo ha messo in atto, subito ha attirato schiere di followers. Che, volentieri, si avvicinano a una realtà abituata ad altri metodi di comunicazione. Avviene per la lirica, ma può essere valido anche per altri campi.
Ritorna, dunque, la domanda sull’uso dei social e qui si entra nel vivo della questione perché non è che tutti quelli che frequentano Instagram lo fanno per conoscere e per capire, perché amano la lirica o perché vogliono entrare in questo magico mondo grazie ai consigli di Pangallo. Spesso ha la meglio la sola componente di leggerezza, Ovvero, si frequentano i social per passare il tempo. Ci sta, a patto che non diventi un’abitudine. Essere rimbalzati da un contenuto all’altro rischia, infatti, di fare male ai meccanismi recettivi del nostro cervello (che disimparano l’attenzione) e di creare dipendenza. Dunque, cari boomer, non resta che affidarsi a Instagram a piccole dosi e su contenuti che non inquinino la nostra sfera cognitiva. Consiglio che vale per chi ha una certa età ma pure (soprattutto) per i giovanissimi che sono convinti di sapere tutto ma, magari, non si rendono conto del rischio di guidare l’auto a 200 all’ora. Basta spiegarlo loro. E farli innamorare più che dei prodotti che pubblicizza Chiara Ferragni dell’opera lirica presentata da Marco Pangallo.
IN USCITA
La lirica e i giovanissimi: Marco Pangallo, gallaratese, è un’opera influencer che sui social spiega alla Gen Z i segreti e la bellezza della lirica attraverso post e video, perché le liriche anche se scritte nel passato sono sempre d’attualità.
Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 11 gennaio con La Prealpina.
Inoltre, vi parleremo di:
Da vedere – Alla Triennale le gigantesche e inquietanti opere di Ron Mueck che sono subito diventate virali su tutti i social.
Da gustare – Metti un po’ di Peach Fuzz nel piatto, il colore Pantone del 2024 è un rosa pesca soft che ha già conquistato gli appassionati di food.
Da ascoltare – Il Forum accoglie Massimo Pericolo il rapper varesotto che promette di esaltare i fan tra canzoni rap vecchie e nuove.
Da sapere – L’aria della casa nasconde tante insidie: alcune piante sono un vero e proprio toccasana per liberarci da smog e sostanze nocive.
IL PENSIERO DEL DIRETTORE
Se Natale non ti piace festeggia il 23 dicembre
Tutti zitti perché sta per arrivare il periodo più bello (o più brutto) dell’anno. È ormai iniziato il conto alla rovescia verso Natale che porta con sé diversi altri giorni di festa, a partire dalla Vigilia. Che è poi il momento più importante di questa divertentissima (o scocciantissima) maratona di amici, parenti, mangiate, spumante, panettone, pandoro, lustrini e lucine che ormai vanno di moda.
La Vigilia è sempre il meglio perché è come la vita: ti aspetti chissà cosa, poi ci sei dentro e ti accorgi che sono più le delusioni delle soddisfazioni. Sarà perché veniamo da una formazione cattolica che ci ha inculcato in testa sin da bambini che siamo «esuli figli di Eva, gementi e piangenti in questa valle di lacrime», ma spesso siamo capaci di assaporare solo il gusto amaro delle cose. Allora ci rifugiamo nell’illusione che tutto migliori e quindi ci piace di più l’attesa del traguardo raggiunto. Così pure nell’amore, viviamo il periodo più intenso proprio nei tormenti del piacere al nostro amato. Poi quando lo conquistiamo già non ci interessa più. Siamo presi dalla (o dallo) Sturm und Drang che ci divora ogni cellula finché non raggiungiamo il nostro obiettivo. È una sensazione bella e brutta allo stesso tempo, ma breve e fugace. Sparisce in fretta perché veniamo divorati dalla sindrome del: «Tutto qui?».
Sarà che viviamo in un’epoca sazia, anzi ingorda. Probabilmente questo ci annebbia non solo la pancia, anche il cervello. Ma non è una critica. Non si tratta di un giudizio morale, solo di una piccola constatazione. È molto più potente l’attesa della conquista. Non è che l’abbiamo inventato noi, d’altronde. Lo spiegava molto bene il poeta Giacomo Leopardi nella poesia “Il sabato del villaggio” e l’hanno analizzato con dovizia di particolari valanghe di filosofi e di scrittori di tutte le epoche. Per questo godiamoci l’attesa dell’attesa, cioè questi giorni che portano alla Vigilia di Natale. Proviamo a pensare che quest’anno potrebbe essere tutto diverso. Che non si trasformerà tutto in quella noia che aveva cantato Franco Califano in un suo famoso album. Insomma, teniamoci stretta almeno la Vigilia con tutto il suo carico di bellezza ma anche di fatica perché bisogna comprare gli ultimi regali, fare visita agli amici per portare loro almeno un pensierino, organizzare la cena con i parenti e, magari, aggiungerci anche la messa di Mezzanotte. Un bel tour de force che finisce per farci dimenticare che quel giorno avrebbe potuto essere – considerati i presupposti di cui si diceva poco sopra – il più bello dell’anno.
Una scappatoia, però, potremmo trovarla. Godiamoci la vigilia della vigilia cioè il 23 dicembre. Quest’anno cade di sabato. Quindi potrebbe essere il giorno giusto per fare pace con noi e con il mondo. Per un giorno solo, però.
IN USCITA
Dalla sindrome del Grinch a quelli che la festa si fa a qualunque costo. Ognuno festeggia a modo suo, c’è posto per tutti, alla fine basta che sia un buon Natale per tutti.
Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 21 dicembre con La Prealpina.
Inoltre, vi parleremo di:
Da gustare – Non è vero ma ci credo, tra Natale e Capodanno sono tante le usanze portafortuna legate ai cibi da portare a tavola assolutamente.
Da vedere – «Peter Pan» è il musical delle feste agli Arcimboldi di Milano, sulle note di Edoardo Bennato, si vola verso l’Isola che non c’è.
Lifestyle – I consigli di make up di Beatrice Gherardini, beauty star e personaggio pubblico da oltre 2,5 milioni di followers complessivi, per un Natale con un trucco perfetto.
Da appuntarsi – Il film culto «Vacanze di Natale» torna sul grande schermo per un giorno soltanto per festeggiare i suoi primi quarant’anni.