Diciotto ettari di vita faunistica e botanica sul lungolago di Stresa

Diciotto ettari di vita faunistica e botanica sul lungolago di Stresa

Gestito dal 2017 dalla famiglia Borromeo che ne cura le attività, il Parco Pallavicino si estende su una superficie di diciotto ettari. Sul lungolago di Stresa, in direzione Belgirate, unisce aspetti botanici e faunistici, dove si trovano anche alcuni esemplari selvatici che non sopravviverebbero se rimessi in libertà perché nati in cattività o abbandonati o che hanno subito traumi permanenti a causa di incidenti. Qui hanno casa oltre cinquanta specie di mammiferi e volatili: maialini, asinelli nani, galline olandesi, la gru antigone, capre orobiche, cani della prateria, coati, zebre, canguri wallaby, caprette tibetane e saltasasso, pecore, lama, alpaca, daini. E l’ambiente creato permette loro di vivere liberi, circondati da castani secolari, liriodendri tra i più antichi in Italia, faggi rossi, aceri, larici, ginko biloba, sequoie, magnolie . Inoltre è presente un apiario stanziale con una dozzina di arnie dove le api compiono il loro ciclo produttivo. L’attuale gestione del Parco ha dato impulso a molte attività di tutela della fauna locale e delle specie autoctone e al recupero della fauna selvatica. Il Parco è aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30 (ultimo ingresso alle 16.30).

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Una domenica di festa al Monastero

Una domenica di festa al Monastero

Una domenica di autunno dedicata al Monastero di Santa Maria Assunta a Cairate. Domenica 3 ottobre torna la Festa di Cairate che coinvolge il centro del paese. Al Monastero, nell’area esterna dei Rustici, dalle 12 alle 13.30 Camminar Gustando passeggiata enogastronomica tra le mura e dalle 11.30 alle 17.30 «I giochi del cortile» un i giornata per scoprire i giochi in legno di una volta. In via Molina dalle 10 alle 17.30 esposizione di auto d’epoca appartenenti al signor Taglioretti e dalle 10 alle 17.30 le Guardie ecologiche volontarie presentano il proprio repertorio volto alla salvaguardia del territorio; in via Roma 4 la famiglia Taglioretti accompagna i visitatori nell’antica Trattoria del bambino arredata come cent’anni fa; al Circolo Cairoli in via Dante dalle 10.30 alle 12 il Motoclub Cairatese organizza una esibizione di motorini elaborati Moped; in via Aforelli 7 mostra fotografica «A me fola – la mia cartiera» dalle 11 alle 17.30; in via Mazzini 17 vetrina allestita ad arte dalla Vetreria Saporiti; in parrocchia alle 16.30 vespro e presentazione del volume «L’arte di Mario Bagaini nella Parrocchia di Cairate.

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#Oltre n°33/2021 | 449 punti, dire la verità e tirare con l’arco

#Oltre n°33/2021 | 449 punti, dire la verità e tirare con l’arco

L’idea di trovare uno sport in età adulta, molto adulta, non mi aveva mai toccato finché un giorno è successo. Ovviamente per caso e altrettanto ovviamente per una pratica molto particolare, che sfiora l’arte marziale, le arti della meditazione, perfino lo yoga.

Pioveva, in montagna, d’estate; che cosa fare con il dodicenne super sportivo e super attivo? Un cartello a bordo strada diceva: scuola di tiro con l’arco. «Andiamo». Lui prova, io no. Il giorno successivo pioveva, ancora, in quella montagna, d’estate. «Riproviamo, ma stavolta anche tu papà, anche tu Fra!». Non è stato proprio amore a prima vista, è stato un lento crescere di curiosità, poi di seduzione e infine di convinzione, perfino di impegno. Ricordo, per esempio, di aver letto una splendida biografia di un personaggio noto che raccontava come un po’ di guarigione dai suoi mali oscuri era scoccata da un arco istintivo: una coincidenza è bella, ma due sono un segno. La ricerca della compagnia arcieri più vicina è nata in mezzo ai soliti buoni propositi di novità che caratterizzano ogni settembre. E il settembre dopo, che poi è questo, eccoci a fare la prima gara esordienti di tiro con l’arco e per di più nudo, senza mirino, un po’ meno difficile dell’istintivo ma insomma.

Il dodicenne ora tredicenne ha riposto l’arco al muro perché il fascino del calcio per lui è imparabile, meglio i tacchetti non sul muro, ma gli adulti sono tornati un po’ bambini, con quell’emozione che deriva dal senso competitivo, soprattutto nei confronti di se stessi. Ho fatto 449 punti, non importa come mi sono classificato, è importante che la prossima volta mi migliori. E nel frattempo? Libri letti, frecce perse, padiglioni spostati, un coach sempre sorridente che si divide tra il tiro e l’amore per una figlia particolare. Affetti. Il movimento è tutto, quando sento la corda sul viso in quell’esatto punto lì, anche se non miro, vado almeno nel rosso, se tutto il resto del corpo ha agito rilassandosi con determinazione ed eleganza, addirittura nel giallo, al centro. Il respiro segue il tutto e precede il tutto, gli occhi entrambi ben aperti, il suono perfetto della freccia che parte è l’incipit di una sospensione temporale così rilassante da sembrare un buon sonno dai problemi, un suono secco è invece la chiusa finale di uno sforzo minimo, ma pesante. Certo, che bello, uno sforzo che si può fare anche quando si è ben più in là negli anni della maturità adulta. Uno sforzo, che bello, che possono fare praticamente tutti. Qui però invece la chiusa è quella che sta anche nel titolo di questa confessione: dire la verità e tirare con l’arco. È un antico e attualissimo detto persiano. Ben detto.

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#Oltre n°33/2021 | 449 punti, dire la verità e tirare con l’arco

#Oltre n°32/2021 | Il podcast unisce una comunità di appassionati

L’idea di chiedere a Eleonora Sacco, viaggiatrice selvatica e scrittrice (secchiona) a proposito di viaggi, di lingue e di culture, di tenere su Oltre una rubrica dal titolo “Viaggi selvatici”, appunto (vedi pagina 31), mi è venuta ascoltando un podcast, Cemento, da lei prodotto assieme ad Angelo Zinna, altro viaggiator selvatico – mi par di capire – soprattutto verso Oriente rispetto a noi. Che cos’è un podcast? Provo a dire che cos’è per me, il che è anche un modo per spiegare che cosa mi piace del lavoro di Eleonora, alias @painderoute sul web e sui social, e dei racconti audio. E per spiegare che cos’è per me un podcast uso al contrario una canzone “Teorema”, di Marco Ferradini, permettendomi il gioco di parafrasarla, pur essendo un brano d’amore triste. “Prendi una nicchia dille che l’ami, scrivile dichiarazioni d’amore, mandale testi, musiche e poesie, dalle anche spremute di cultura, falla sempre sentire importante, dalle il meglio del meglio che hai, cerca di essere un tenero narrante, sii sempre puntuale, risolvile i guai, e sta sicuro che ti ascolterà, chi è troppo ama attenzione dà”. Ecco, faccio tre esempi. Io amo i viaggi a Nord, il basket, il tennis (e la politica estera). Ho ascoltato con gli occhi innamorati la puntata di Cemento sui passaporti grigi degli apolidi lettoni, la puntata di Gravity, di Sandro Veronesi, in cui si intrecciava la partita più lunga della storia del tennis e la crisi in Afghanistan tra chi voleva ritirarsi e chi no (ricorda qualcosa?) e non mi perdo una puntata di Nba Milkshake, con Davide Chinellato e Riccardo Pratesi. Un podcast funziona o, almeno, mi piace se si appoggia su una comunità di appassionati, se racconta una storia che colpisce per il modo appassionato e sempre anche un po’ personale di raccontarla, se colma il tempo delle nostre solitudini in auto, in autobus, mentre corri, mentre cucini. L’ascesa dei podcast nella nostra dieta quotidiana di informazione e di intrattenimento dimostra due cose bellissime: che il mestiere più antico del mondo è quello di chi racconta storie, del resto è la prima cosa che un bimbo chiede a un genitore dopo il mangiare: raccontami una storia. La seconda è che le passioni non sono quasi mai fini a se stesse, sono quasi sempre il seme di un talento da coltivare, la cornice di un progetto di vita o di lavoro. Se fai una cosa con passione, ti seguiranno con passione. Se racconti una storia di cui sei appassionato, la passione si coglierà nel racconto e questo sarà il primo passo verso il successo del tuo progetto personale e professionale. E tutto ciò è molto rassicurante e ben augurante. Ora però quando arriva la quarta stagione di Cemento?

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Tutti gli eventi dell’ultimo weekend di settembre

Tutti gli eventi dell’ultimo weekend di settembre

Un’idea per trascorrere il prossimo weekend? Oltre ti suggerisce i migliori eventi della settimana in provincia. Un esempio? La Sagra della Zucca di Osmate, dove domenica 26 sarà possibile trascorrere una giornata in allegria, tra spettacoli di magia, musica e prelibatezze gastronomiche!
Tutti i dettagli e altri eventi da non perdere questo fine settimana nel prossimo numero di Oltre in uscita giovedì con La Prealpina!

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