Oltre torna in edicola – Massaggi e creme. E’ la pet beauty

Oltre torna in edicola – Massaggi e creme. E’ la pet beauty

Cani, gatti, conigli e criceti non meritano solo affetto e coccole, ma anche i migliori prodotti beauty. Nascono spa per animali e la pet beauty genera un mercato in decisa crescita. Attenzione, però, i nostri piccoli amici sono delicati: sempre meglio chiedere prima a un veterinario.

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 14 aprile con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:

da Gustare – a Pasqua si dà libero sfogo ai peccati di gola, lo chef Luca Montersino rivela il suo amore per la pasticceria, per l’Ovomisù e le colombe all’olio di Oliva
da Sapere – a 110 anni dalla tragedia del Titanic ancora non hanno risposta tutti i misteri del transatlantico, Claudio Bossi analizza la storia dell’affondamento e cerca nuovi particolari
da Ascoltare – Renato Zero si racconta, mentre con “Atto di fede” si prepara ai concerti che terrà a settembre al Circo Massimo di Roma. Ai giovani chiede: <Credete in voi stessi, io a 18 anni l’ho fatto>
da Vedere – al Museo Diocesano si può apprezzare un itinerario tra i dipinti ispirati dalla Passione di Cristo, da Manzù a Guttuso, tutti provenienti dai Musei Vaticani

Oltre torna in edicola – Una casa di design in mezzo al nulla

Oltre torna in edicola – Una casa di design in mezzo al nulla

Una casa di design in mezzo al nulla del deserto americano. Questo il rifugio del giornalista Fabrizio Rondolino che non è il solo a cercare un’oasi di pace con tutti i comfort. Sono tanti i rifugio di lusso che possono anche essere affittati.

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 7 aprile con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:

Da gustare – Tutto sullo chayote il prossimo vegan trend  conosciuto anche come zucca centenaria, zucchina, patata o melanzana spinosa o lingua di lupo.
Da vedere Il regista premio Oscar Steve McQueen espone la sua videoarte nella mostra «Sunshine State» al Pirelli HangarBicocca di Milano.
Starbene – La vista è importantissima e lo sa bene  Vanessa Bonezzi, optometrista seguitissima sui profili social, che con i suoi video curiosi spiega ai followers come prendersene cura e quali occhiali scegliere in base al proprio problema
In movimento – La Harley-Davidson? Non è solo una motocicletta È una filosofia di vita da amare. Dall’abbigliamento, ai viaggi, alla musica fino al cinema, tutto gira intorno alla due ruote più iconica che ci sia

#Oltre n°13/2022 | Il consenso crea consenso che crea consenso

#Oltre n°13/2022 | Il consenso crea consenso che crea consenso

Il consenso crea consenso che crea consenso. È così che funzionano il marketing digitale, gli algoritmi dei motori di ricerca su Internet, le nostre scelte, le nostre vite. Per esempio, entrereste mai in un locale vuoto situato proprio in mezzo a due locali pieni? O scegliereste uno dei due esercizi affollati? Immaginate. Sabato sera. Cerchi su una delle applicazioni per trovare all’improvviso e scegliere con qualche cognizione di causa un ristorante, un aperitivo, un’enoteca. Ti viene proposta un’enoteca con voto di altissimo gradimento e un certo numero di recensioni lusinghiere, molto. Ecco, vedi, il ueb sa che preferisci il vino alla birra. Alcune di queste recensioni dicono esattamente che lì troverai proprio quello che tu cerchi. Anzi, quel posto è lì che da sempre aspetta te per una serata cameo. Verifichi che non siano tutte anonime o pseudonime, le recensioni: amici degli amici del gestore? Chiami per sapere se c’è posto, «sì, certo», rispondono. Arrivi davanti al locale prescelto. Sarà pure lì per un cameo, però è ferocemente vuoto e un annoiato signore consulta scoraggiato il suo smartphone.

wÈ completamente vuoto, capisci. Dai un occhio a sinistra: c’è un’osteria mezza piena, con viavai di famiglie e green pass. Dai un occhio a destra: c’è una birreria nordica con viavai di ragazzoni e giubbotti di pelle, uno di quei pub perfetti per un gruppo di amici e per vedere la partita. Anche qui c’è gente. Due locali mezzi pieni e in mezzo, il vaso di coccio, un locale perfettamente vuoto. Entrate anche se avete chiamato? Dai, il senso di colpa prevale, in fondo il povero gestore ha risposto «sì, certo, c’è posto, pure troppo…». Insomma, dai dai, volevate l’enoteca, odiate la birra e non è per una cena di famiglia che siete lì. Eppure l’imbarazzo di solcare l’ingresso di un locale vuoto concede la vittoria alla tentazione dell’osteria. «Ha prenotato?». «Sì, ma nel locale vuoto a fianco», sopprimi questa frase e dici: «No…». «Mi dispiace, non abbiamo posto, ma l’enoteca a fianco ha posto, pure troppo…». L’ultima cosa non l’ha detta, ecco, ma perché è vuota? Ma allora le recensioni? E il voto alto? Il consenso crea consenso che crea consenso. Passi davanti all’enoteca: «Ammazza, ma è proprio vuota. Ma come mai?», dici tra te e te. E vai a dare un occhio alla birreria nordica. Buia, maschia, odorosa di fritto che di più non si può. Entri. «Una piccola chiara…». «Non abbiamo piccole, solo…». Pochi secondi e odori già come se avessi fatto il bagno nell’olio esausto di un hamburgeria, ma di questo non avevi letto nulla nelle recensioni. Vorresti andare a salutare il gestore dell’enoteca, ma sarebbe un peccato interrompere la sua navigazione solitaria via smartphone con tutto quel fritto. Auto, via.

#Oltre n°13/2022 | Il consenso crea consenso che crea consenso

#Oltre n°12/2022 | Dov’è la felicità? Eccola là. Anzi no, è proprio qui

Sulle questioni esistenziali, quelle che toccano il senso della vita, non esistono domande semplici, esistono soltanto domande di cui abbiamo trovato, o comunque conosciamo, la risposta. Ora, provate a dare una risposta a questa semplice domanda: come si diventa felici? Ecco, da questo interrogativo familiare, posto da una figlia, parte il viaggio di Alessandro Cattelan su Netflix, una trasmissione in più puntate e più interviste e più trovate spettacolari, fino al culmine assoluto di un conduttore di X Factor che partecipa a un altro X Factor come cantante. È certamente molto ambizioso, come progetto, certamente molto originale, nella sua straordinaria banalità: perché chi non si chiede ogni giorno che cosa sia la felicità? E soprattutto chi non cerca risposte da amici, conoscenti saggi, guide spirituali, psicoanalisti e perfino social media o motori di ricerca?

Il bello del viaggio, che peraltro già potrebbe essere una risposta alla suddetta domanda, sta nella scelta degli interlocutori, un bianchissimo e limpido Roberto Baggio, un dolcissimo e saggio, Gianluca Vialli, gente che si vuole sposare, gente che (non) vuole lanciarsi da un ponte imbragata a un elastico, persone credenti di vari credo, un amico del protagonista, attore e comico, Francesco Mandelli, un per nulla disunito premio Oscar, come Paolo Sorrentino, Elio che è Elio delle storie tese, e altri ancora. Ecco, in questi “altri ancora” ci sono i due veri guru, i due veri super cuochi nella cucina della nostra contentezza. Qui non si spoilera, qui si conversa, dunque lasciamo la sorpresa. Conversiamo però a proposito del fatto che spesso cerchiamo la felicità nelle cose da fare e forse potremmo invece iniziare dalle cose da non fare. Anche se il gioco narrativo scelto da Cattelan è l’opposto e in questo senso è riuscito. Cattelan, infatti, risulta credibile, nella sua ricerca della felicità, non soltanto perché è un conduttore fresco e spontaneo, ma perché sembra sinceramente togliere dal cassetto dei suoi sogni alcuni piccoli desideri realizzati in questa serie di sedute psicoanalitiche molto ambulanti. E mentre tu sei lì che ti diverti, che ridi alle battute, tipo: «La felicità non è parlare con i cani. Anzi, un po’ sì, basta che non ti aspetti che ti rispondano…», arriva un volto stupendo che ha perfino il coraggio di spiegarti che è tutto sbagliato quello che abbiamo sempre pensato, non è affatto vero che la felicità sia una misteriosa miscela di congiunture astrali, talenti personali, destini fortunati, incroci benedetti di sguardi e di parole. Ma va, la felicità non è una cosa che assomiglia a qualcosa di artistico. È una cosa che assomiglia a qualcosa di matematico. Ne esiste, infatti, l’equazione. Eccola.