#Oltre n°22/2022 | Gianni Clerici nella Hall of Fame non solo del tennis

#Oltre n°22/2022 | Gianni Clerici nella Hall of Fame non solo del tennis

Gianni Clerici, quello del tennis, da Erba o giù di lì, scriveva come viveva e viveva come scriveva. Elegante, leggero, appassionato sempre, ma con il garbo di un gesto bianco. Sottovoce. Tra Piero Chiara e Mario Soldati, era uno scrittore vero prestato allo sport, come tanti scrittori veri peraltro, vero anche e soprattutto nel senso di sincero. Dire il Brera del tennis – Gianni e Gianni – sarebbe banale e ingiusto per tutti e due. Però poi si trovavano all’osteria per davvero, magari anche con Mario.

Il signor Clerici innanzitutto raccontava, anche in prima persona perché viviamo in prima persona, certamente spesso divagando molto, ma è la vita che divaga, dunque non si può non fare. Lui diceva solo “scriba”, ma un po’ mentiva stavolta, era una grande vanteria nascosta, perché lo sapeva di essere bravo, e comunque per lui il tennis era la prosecuzione della letteratura con altri mezzi. O viceversa, “come preferite”, avrebbe sussurrato mentre ti spiegava che il papà di John era molto preoccupato di John, “siamo diventati amici, ma a John non l’abbiamo mai detto, se no si arrabbia”. E poi quella venerazione per la o le Williams, ma non ricordo quale, era tanto per divagare. Perché l’idea per lui era di non essere mai di peso, mai pesante, anche per questo motivo raccontava che la tal definizione gliel’aveva detta tizio, magari il taxista o il cuoco di una sera tardi o qualche amico intellettuale, sottointeso “più intellettuale di me”, ma il sospetto è che non fosse mai vero. Era sempre lui l’autore di tutto quello che gli girava di dire. Gli piaceva prendere la giusta distanza da se stesso, come dalla rete in attacco o dalla riga di fondo al servizio. Sembrava sempre scusarsi della sua presenza, invece era gentilezza, dote rara ma per lui prima, snob con nobilitate. Entrava in una telecronaca con il suo amico e compagno di viaggio, Rino Tommasi, come nel ristorante dove assiste al primo furtivo e amoroso incontro tra Steffi Graff e Andrè Agassi, in Australia, sempre un po’ in punta di piedi. E poi, se non è il caso, non ne scrive: non era lì per il gossip, “ero lì per il tennis”. Sapeva dare sentenze di una nettezza inaudita – Roger dovrebbe smettere, colpa degli sponsor, purtroppo non vincerà più uno slam – ma sempre con il tocco soave di una demi-volée o di uno smorzata.

Ha giocato a tennis sempre. Ha scritto sempre. Ha sempre preso l’ultimo treno per casa, ma se gli mandavi una macchina a prenderlo per venire in tv o a parlare del suo lavoro a un premio giornalistico accettava – se non era di peso – così guardava il panorama, ripensava a una partita o una cena e ricordava il papà che forse lo voleva imprenditore, ma lui doveva scrivere, giocare ed entrare nella Hall of fame non certo solo del tennis.

Oltre torna in edicola – E il sogno di una vita ora diventa realtà

Oltre torna in edicola – E il sogno di una vita ora diventa realtà

Dopo due anni di pandemia sono moltissime le coppie che hanno dovuto mettere il loro giorno del “sì” in stand by in attesa di tempi migliori. E il sogno di una vita ora diventa realtà. Abiti per lui e lei, accessori e musica. Ecco come sono cambiate le tendenze e cosa è più di moda

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 09 giugno con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:

Da gustare – La pizza? Cambia faccia e   diventa gourmet se abbinata a cocktail rivisitati appositamente e a una coppa di champagne. L´altro modo (estivo) di gustarla.
Da vivere – Micro outdoor: balconi e terrazzini non sono mai troppi piccoli per essere vissuti. Consigli e idee per organizzarli al meglio
Da fare – Dopo due anni al campo Levi” di Giubiano a Varese torna la Festa del Rugby quattro giorni tra sport, musica live e gastronomia innaffiata da fiumi di birra.
Da ascoltare – All´Ippodromo Snai di Milano ci sono gli I-Days, grande attesa per i Green Day e gli Imagine Dragons

 

#Oltre n°22/2022 | Gianni Clerici nella Hall of Fame non solo del tennis

#Oltre n°20/2022 | Città che vai colore che trovi tra maschere e letteratura

Spesso, parlando con amici, faccio un gioco. Dico quella che per me è una provocazione, ma in realtà penso contenga una parziale verità: si può intuire il carattere di una persona anche chiedendo da che città viene. Diciamo che è un gioco simile a quello che si può fare chiedendo il segno zodiacale.

Da scorpione, mezzo piemontese, falso e cortese (si scherza eh), e mezzo lombardo, polentone e bauscia, ho infatti sempre pensato che i luoghi comuni legati alle città siano abbastanza veri. O per lo meno se sono diventati luoghi comuni un motivo ci sarà, no? Certo, non è per nulla politicamente corretto dirlo e ovviamente nel generalizzare c’è sempre una buona, anzi, cattiva dose di errore e di presunzione. Non entro nel merito e tantomeno nel dettaglio per non offendere nessuno, ma pensateci: le caratteristiche che di solito associamo, influenzati da film e libri e racconti e amici, a chi viene dalla città X sono spesso riscontrabili nella realtà. Non è un caso che ogni città italiana abbia la sua maschera, fatta di caratteristiche marcate, di luoghi comuni estremizzati e caricaturizzati. Leggendo poi il bel libro di Paolo Maggioni, giornalista Rai e ora scrittore simpaticamente noir & mistery, autore de La calda estate del commissario Casablanca (Sem), mi è venuto in mente che le città poi si prestano spesso, soprattutto a uno e un solo genere letterario e/o cinematografico. È come se avessero un colore che le connota per genere come in uno scaffale di una libreria.

Se penso a Milano, alla questura, ai quartieri periferici e alle vite periferiche (vedi Blocco 181, ora su Sky e su Now), ai parcheggi sotterranei raccontati da Maggioni in un intreccio di trame attuali e interessanti, mi vengono in mente polizie, anni di piombo, un po’ di politica ma spesso con un taglio da cronaca almeno giudiziaria, diciamo giallo o noir. Venezia è bordeaux, come i drappi alle finestre, suoni di danze da signori, tutto film in costume e nobili e palazzi e misteri buffi ma raffinati. Se dici Firenze, c’è dell’artistico (e del comico), senza dubbio azzurro (o viola). Se ricordi Torino, assomiglia alla Milano di Giorgio Scerbanenco o di Giorgio Fontana, ma con un di più di freddo e un di meno di caos e molto buon senso operoso e fiero, tra qualche chiacchiera da tinello, con tratti poetico-malinconici, alla Ceronetti, alla Fruttero e Lucentini. Direi granata, o un mix di bianco e nero, grigio. Napoli è rosso teatro e cuore, commedia ma con amore, amore ma con il sorriso, e se si piange, è a catinelle. Roma i colori li ha tutti, dal nero suburra al bianco soglio pontificio passando per il biondo Tevere sulla biga di uno 007 girato a fianco del Colosseo: chi ha vocazioni imperiali è luogo globale. Se poi uno pensa che l’Italia è il paese raccontato con i più netti luoghi comuni nazionali, si coglie quanto sia assurdo (ma sincero) generalizzare, soprattutto nella patria delle mille maschere, dei mille campanili e dei mille colori.

Oltre torna in edicola – La fiber art ritorna a Busto Arsizio

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Fino al 19 giugno infatti è possibile ammirare la mostra Miniartextil allestita all’interno del Museo del Tessile con  54 minitessili, ma quest’anno anche l’esterno parla di arte grazie alla installazione Prospettive di Daniela Frongia.

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 26 maggio con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:

Da fare – In giro per il Varesotto alla scoperta delle Piane viscontee terre uniche sia dal punto di vista ambientale/paesaggistico che storico-sociale.
Da vedere – A Milano arriva Louis C.K. uno dei più controversi artisti americani e considerato una leggenda nel mondo della stand-up comedy internazionale.
Da gustare – La torta come l’accessorio deve essere all’ultima moda. D’altronde attraverso decorazioni e tipologie si possono lanciare messaggi su di sé.
Da conoscere – Ad Arcumeggia vive una strega e si chiama Mattia Stefani. Con ingredienti del luogo produce saponi, oli e smudge da provare.

 

Oltre torna in edicola – Ruote, discese e tuffi nelle emozioni

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Con la bella stagione arriva la voglia  di emozione. I parchi divertimento sono il luogo perfetto per un sali e scendi di felicità adatto a tutte le età. Ecco le novità e quelli imperdibili

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 19 maggio con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:

Da fare – È detta la perla del Lago Ceresio. Morcote è uno splendido borgo sulla sponda svizzera a picco sullo specchio d’acqua ricco di storia e natura.
Da gustare – Il Lambrusco è il vino frizzante più consumato al mondo e uno dei più antichi. Vi diciamo come e dove degustarlo, anche nelle zone di produzione.
Da  provare – Mettiamoci al tavolo e giochiamo. I giochi da tavolo spopolano in tutte le fasce d’età e non sono cose da nerd. Ce lo racconta Luca Borsa, game designer e divulgatore, che ne ha inventati tanti soprattutto per i più piccoli.
Da vivere – Vivere l’outdoor approfittando di tutte le comodità. È il momento dei daybed veri e propri letti a baldacchino, adatti a leggere, conversare e dormire in un comfort assoluto