Oltre torna in edicola – Vulcano mania dalle escursioni al surf

Oltre torna in edicola – Vulcano mania dalle escursioni al surf

Sì, il  “volcano surf” una pratica che si sta diffondendo proprio per la sua esperienza totalizzante a contatto diretto con la sabbia nera

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 30 giugno con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:

Da fare – In compagnia di esperti si va alla scoperta della Valle Sacra fra storie antiche e scenari naturalistici spettacolari che la Val Veddasca sa regalare.
Da vedere – «Trascendi e Sali» è il nuovo spettacolo di Alessandro Bergonzoni che con i suoi giochi di parola fa pensare gli spettatori al Teatro Elfo Puccini.
In movimento – Il mercato delle moto elettriche, pur restando una nicchia, si sta muovendo ecco i modelli, le caratteristiche e come fare a usufruire degli incentivi.
Da gustare – La colazione dell´estate? Basta guardare i social dove spopola l´overnight oats una sorta di porridge freddo con i fiocchi d´avena messi a mollo  la notte.

 

#Oltre n°24/2022 | Storie di amici, di libertà e di servizio pubblico

#Oltre n°24/2022 | Storie di amici, di libertà e di servizio pubblico

L’idea di servizio pubblico è perfettamente rappresentata e concretamente realizzata in una doppia produzione Rai che mi è capito di osservare di recente e che consiglio di recuperare. La prima s’intitola Io ero il milanese ed è un podcast che fatichi a non ascoltare tutto d’un fiato (su RaiPlay Sound), sebbene sia lungo assai, perché è un dettagliato e imprevedibile racconto, fatto essenzialmente da una chilometrica intervista. L’autore è Mauro Pescio, il protagonista è Lorenzo S., l’ambientazione è il combinato disposto tra carcere (Lorenzo ci entra per la prima volta a dieci anni) e banche da rapinare, con contorno di più o meno bella vita da bandito, così si definisce il protagonista: “bandito”.

La seconda creazione Rai che ben attua l’idea di servizio pubblico è una serie tv in due stagioni, Mare fuori (si ritrova su Netflix, è andata in onda su Rai 2), che mette in scena la vita, le amicizie, gli amori, gli errori, le logiche insane e quelle in via di guarigione di un istituto penitenziario minorile di Napoli, sotto il Vesuvio e di fronte al mare e negli sguardi di ragazze e ragazzi. C’è una brava Carolina Crescentini, a impersonare la dura direttrice del luogo di detenzione, c’è un bravo Carmine Recano, nei panni del saggio e sensibile comandante della polizia penitenziaria. Le due storie incarnano il servizio pubblico nei corpi privati di libertà dei loro protagonisti e nelle voci dei loro racconti arrocate dal freddo degli sbagli e dei crimini e dei sensi di colpa. E lo fanno per alcune semplici ragioni. Intanto mostrano luoghi che amiano nascondere anche alle nostre riflessioni. Il carcere, per lo Stato come per l’individuo, è sempre e solo un problema, un incubo, un non luogo a occuparsene. E invece queste due creazioni molto diverse tra loro – il podcast soltanto di voce e soltanto di racconto cronachistico, molto poco sceneggiato; la serie tv tutta immagini, volti, colori, emozioni, e ovviamente molto ben sceneggiata – ti sbattono in faccia, con garbo e stimolo al pensarci, l’idea della privazione di libertà come bene o male necessario per avviare – si spera sempre – percorsi di nuova vita.

E questo è il secondo grande tema per cui siamo di fronte, finalmente, a servizio pubblico. La pena infatti a questo serve o dovrebbe servire: ad avviare percorsi di nuova vita, attraverso assunzioni di responsabilità, atti di giustizia riparativa e scoperte di ragioni per cui valga la pena vivere senza rischiare pene inflitte da tribunali o da colleghi criminali. Le sfumature dell’errore e del male e della colpa sono infinite e nei due racconti lo si dimostra, ma la forza del bene sta nella constatazione che si può essere liberi di rinascere anche quando non si è liberi di uscire da un edificio, all’apparenza per sempre imprigionati in un destino sbagliato o sfortunato o imposto. All’apparenza, però.

Oltre torna in edicola – Il Geppetto moderno di Azzate

Oltre torna in edicola – Il Geppetto moderno di Azzate

Amedeo Capelli, una sorta di Geppetto moderno, crea degli automi in legno che esporta in tutto il mondo. Da pezzi di legno trovati per caso o riciclati ha dato vita ad Azzate a Stoccafisso design un piccolo paradiso di creatività.

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 23 giugno con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:

Da gustare – L´aceto di datteri è uno dei trend in campo di cibo di quest´anno, dall´origine antichissima tornasulle nostre tavole
Da sapere – Marimo l´alga palla giapponese è simbolo dell´amore e dell´amicizia profonda dato che in natura può vivere anche duecento anni
Da ascoltare –  In giro per l´Italia a caccia di festival ed eventi musicali. Una mappa imperdibile con i protagonisti dell´estate
Da fare – Con il naso all´insù tra la provincia di Varese e nei suoi dintorni, per partire, almeno con gli occhi, in direzione dell´universo cosmico

 

#Oltre n°24/2022 | Storie di amici, di libertà e di servizio pubblico

#Oltre n°23/2022 | Amare Birgitte, la politica e la ricerca dell’equilibrio

Non c’è del marcio in Danimarca, non più di tanto in Borgen (tre stagioni, più una, l’ultima da vedere e nuova, su Netflix), sebbene le atmosfere shakespiriane non manchino certo, naturalmente. C’è la politica e le sue due facce dall’antica Grecia al pratone di Pontida, senza passare per House of Cards (non è paragonabile in nulla): il cuore e la mente, le emozioni e il cinismo, la madre scafata, ex premier e neoministra degli Esteri e leader di un nuovo partito da lei fondato, e il figlio ideal-ambientalista che rischia la condanna penale e si mette in scia dell’augusta genitrice pur di far carriera, presto e bene. Ma non era idealista? Ma non era giovane?

Tutto Borgen ruota attorno alla mezza coda di cavallo di Birgitte Nyborg, cioè l’attrice Sidse Babett Knudsen, che nella fiction come nella vita è una donna fiera della sua età di passaggio e del suo straordinario modo di arricciare il naso sorridendo e affascinando. Certo, la competizione-collaborazione con la nuova prima ministra, più giovane, più social, più in ascesa, più temuta, non promette mai nulla di buono, ma non esplode neanche nella svilente autocommiserazione della stessa Nyborg. Una gigante, sempre. Perché, appunto, tutta la serie ruota comunque attorno a lei, perché è lei che indossa nei suoi tailleur tutti gli interrogativi di chi in politica ha il carisma della leadership ma nella vita lo stigma di più di qualche fallimento, magari causato dallo spirito di sacrificio devoto al fuoco sacro del gioco parlamentare, al principio dirigente del del governo e del partito. Ma che senso ha avere il potere, se poi si è costretti ai compromessi? Che senso ha avere alleati, se poi si è costretti a guardarsi le spalle dai loro possibili e probabili tradimenti? Che senso ha avere rivali, e perfino nemici acerrimi, se poi li assumi come consulenti per l’immagine e la comunicazione? Che senso ha avere idee chiare in campagna elettorale, se poi le stesse diventano malleabili nel governo quotidiano della realtà, artica e no? Non ho cambiato idea, io mi adeguo, dice Birgitte. Ecco, pare questa la morale politica e converrete che non c’è del marcio, c’è del realismo un po’ insano. Ma allora che cos’è il realismo applicato all’agire politico, dentro e fuori il palazzo, dentro e fuori i social media, dentro e fuori le discussioni in famiglia? Forse, ma non è un’idea chiara, è solo un tentativo di adeguamento, è la ricerca attimo per attimo dell’equilibrio tra opposte pulsioni, che nella vita non mancano mai, tra opposte convenienze, che nella politica abbondano sovente, e tra avversi principi, che nelle conversazioni sono sempre utili ad appoggiare le nostre possibilità, il dove arriviamo con le nostre forze per mettere punto e guardare l’effetto che ha fatto. E l’effetto che ha fatto è il figlio del potere personale e della situazione reale, che dormono nello stesso letto. È la politica, stupido.

Oltre torna in edicola – Una provincia lirica

Oltre torna in edicola – Una provincia lirica

Il Varese Estense Festival, giunto alla sua quinta edizione, da quest´anno alla produzione classica affianca anche quella di opere dell´artista Gian Carlo Menotti a cui il territorio varesino ha dato i natali. Fino a luglio tanti appuntamenti in programma, sabato 18 giugno alla fontana dei Giardini Estensi va in scena il “Così fan tutte” di Mozart.

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 16 giugno con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:

Da provare – Le nuove frontiere dello yoga da praticare al mare, in montagna e in città e declinato in tante pose in base alle necessità.
Da gustare – Un cesto pieno di bontà pratiche e golose, ma non solo. Il pic nic è un´arte che arriva da molto lontano, amata anche dalla regina Maria Antonietta.
Da fare – Una mostra immersiva alle Grotte di Catullo è l´occasione giusta per visitare Sirmione e i suoi dintorni ricchi di storia e bellezze naturalistiche.
Da vedere – «Roberto Bolle and Friends» al Teatro Arcimboldi. L´étoile icona mondiale della danza torna a ballare insieme a tanti amici internazionali.