IN USCITA
Il cuore è un muscolo ci tiene in vita, ci salta in gola quando ci spaventiamo, galoppa quando ci innamoriamo e si spezza se il dolore è troppo forte. Tutto gira intorno ad esso
Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 9 marzo con La Prealpina.
Inoltre, vi parleremo di:
Da gustare – Il mondo dei sandwich guarda a Oriente con il Katsu sando, il panino con la cotoletta ma cotta in modo diverso dal nostro.
Starbene – Non solo olio d’oliva. Gli scaffali dei supermercati si riempiono di alternative nutrienti e alternative dalla zucca ai semi di chia all’avocado.
Da vivere – Il design gonfiabile entra nelle nostre case ancora una volta: gli oggetti gonfiabili evocano un senso di ottimismo e di evasione.
Da vedere – La retrospettiva dedicata all’enfant prodige della fotografia francese Jacques Henri Lartigue arricchisce gli spazi della Fondazione Ferrero ad Alba.
IL PENSIERO DEL DIRETTORE
Mi raccontava un amico che a sua figlia che frequentava l’asilo, le maestre avevano chiesto: Che lavoro fa tuo papà? «I letti», Mi raccontava un amico che a sua figlia che frequentava l’asilo, le maestre avevano chiesto: Che lavoro fa tuo papà? «I letti», aveva risposto. I bambini sono sinceri e non hanno filtri. Siccome vedono che il papi si impegna nei lavori di casa, lo dicono. Normale.
Potrebbe essere questa la cura antistress del 2023. Seri professionisti incravattati potrebbero trovare la forza di affrontare tutti i giorni la valanga di guai che piovono loro in testa dedicandosi alle faccende domestiche. Che bello caricare la lavatrice, stendere i panni, spolverare. Una gioia stirare. Una goduria lavare i vetri. Una specie di nirvana passare il Folletto. Ma sarà davvero così? A quanto pare le moderne scuole di pensiero filosofico-psicologiche provenienti dall’Oriente sostengono tale tesi. Una casa pulita e in ordine dà una soddisfazione senza pari e i lavori servono per scaricare le tensioni. A questo bisognerebbe aggiungere la cura dei fornelli e la creatività in cucina. Meglio di così.
La casa intesa come rifugio e riparo da una società cattiva, per giunta prende sempre più consistenza. Una volta c’era il sogno delle vacanze ai tropici, della vita spericolata e delle pazzie per sentirsi potenti. Adesso vale il modello opposto. Lo capisci sin dall’adolescenza quando la maggior parte dei giovani, invece di cercare fortuna e divertimento sui campetti di calcio o nei ritrovi che andavano di moda fino a un po’ di tempo fa, preferiscono rinchiudersi nella loro cameretta. Non che la tengano pulita e in ordine. Questo è un passaggio che accadrà dopo, ma intanto coltivano il loro giardino di casa. E non lo mollano.
La terapia del lavoro (quello di casa) che nobilita fa parte, inoltre, delle strategie di disintossicazione e reinserimento utilizzate anche nella comunità che combattono le dipendenze. Occupare la mente nelle faccende domestiche serve a evadere e a stare meglio. Quale potere benefico sta alla base di questa strategia? Quale enorme risorsa si trova a portata di mano? Una bella ramazza, insomma, e i problemi vengono spazzati via.
Peccato però che lavorare stanca e che la nostra vita è fatta di talmente tanti impegni che lavare e stirare lo facciamo fare agli altri, non rendendoci conto di cosa ci perdiamo. Quindi da domani si comincia. Da domani, però, non oggi
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Fenomeno virale su TikTok con l’hashtag CleanTok, su Ingtagram spopolano i cleaner influencer. Insomma le pulizie sono una cosa seria soprattutto perché riordinare e igienizzare la casa serve a tenere come terapia per la mente.
Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 2 marzo con La Prealpina.
Inoltre, vi parleremo di:
Da gustare – Affascinano gli chef più famosi perché stimolano il gusto umami. Sono le muffe, ma quelle buone come quelle del gorgonzola o del camembert.
Da scoprire – Uno spazio unico, è la Fondazione Rovati a Milano che porta il visitatore dal mondo dell’arte etrusca a quello dell’arte contemporanea.
Da fare – Tra i monaci cistercensi dell’Abbazia di Chiaravalle là dove venne prodotto per la prima volta nel XI secolo il Grana Padano.
Da ascoltare – Dopo la conduzione di X Factor Francesca Michielin presenta il suo nuovo album «Cani Sciolti» per chi come lei non vuole indossare il guinzaglio.
IL PENSIERO DEL DIRETTORE
L’arcobaleno va di moda, se non altro perché simboleggia la rivoluzione sessuale in atto nella nostra società. Si può discutere se sia giusta o meno, ma non si può negare che sia in corso una profonda trasformazione del modo classico di vedere maschio e femmina, uomo o donna. Viviamo in un contesto fluido, ci spiegano quelli che ne capiscono più di noi, ed è normale accettare la libertà di genere. I colori dell’arcobaleno possono perciò diventare l’indicazione dei diversi orientamenti.
Raccapezzarsi in questo nuovo mondo non è semplice perché vengono aggiunte sempre nuove sfumature, tanto che potrebbero presto non bastare tutte le intonazioni dell’arcobaleno. Ma questo è solo un particolare rispetto a un discorso più complesso che pone al centro l’individuo e la sua possibilità di espressione, al di là delle gabbie poste dai vincoli sociali o dalla morale comune. Massimo rispetto, dunque, dell’arcobaleno sessuale a patto che non diventi ostentazione. Baciarsi tra uomini sul palco di Sanremo non è l’affermazione di un diritto sacrosanto ma diventa semplice provocazione per attirare su di sé l’attenzione e costruire un castello di pubblicità.
Esattamente l’obiettivo opposto che si prefigge di raggiungere la liberazione sessuale in atto in questi anni. Così pure diventa stupida forzatura voler togliere ogni catalogazione maschio/femmina nel nostro vivere quotidiano. Le esagerazioni non sono mai utili per costruire una società migliore, soprattutto quando i messaggi vengono veicolati a casaccio, andando a colpire anche ragazzi e ragazze (per non dire bambini e bambine) che non hanno ancora gli strumenti per riuscire a decodificare la realtà. Non è moralismo, questo. Ma semplice ragionevolezza per non trasformare il nostro mondo da libero a liberticida, cioè schiavo del pensiero unico. Che tutto contesta e distrugge. Siamo in un periodo di passaggio. E come tale va accettato.
Ma la bandiera arcobaleno non sta solo a simboleggiare la libertà sessuale che viviamo in questi anni. È pure un bellissimo segnale di pace. Abbiamo visto sventolare tante volte questo vessillo ed è proprio adesso il momento giusto per far sì che sappia trasformare la realtà. Noi conosciamo bene la pace perché abbiamo la fortuna di non essere colpiti da conflitti ormai da decenni. Quindi non diamo più peso a questo bene enorme. Ma è sufficiente spostarsi in quella parte di Europa che da un anno soffre a causa di bombe e carri armati per renderci conto che dobbiamo restare aggrappati all’arcobaleno e non lasciarcelo scappare. Lo possiamo fare in un solo modo: sconfiggendo il germe dell’odio che attraversa anche i nostri giorni e ammorba le nostre vite. Sarebbe già un buon inizio. E l’arcobaleno – tutti lo sperano – potrebbe ri-spuntare dopo la tempesta.
IN USCITA
L’arcobaleno non è solo un fenomeno ottico naturale che lascia sbalorditi grandi e bambini, ma ha anche valenze mitiche, simboliche e antropologiche tutte da scoprire.
Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 23 febbraio con La Prealpina.
Inoltre, vi parleremo di:
Da gustare – A fine pasto? Un bicchiere di amaro. Ma quale scegliere e perché? Lo dice Edoardo Schiazza fondatore della prima associazione nazionale.
Lifestyle – Nike ha una marcia in più quando si tratta di collaborazioni celebri e amate. L’ultima è quella con Tiffany che è già un’icona per gli addicted.
Da Fare – Fare rifornimento al Museo Fisogni che vanta oltre 5000 oggetti tra pompe di benzina e altro tanto che è entrato nel Guinness dei Primati.
Da ascoltare – Renato Zero annuncia il nuovo tour perché, come dice lui stesso ai suoi sorcini: «Io e Zero stiamo tirando le somme, siamo palla al centro».