Oltre torna in edicola – L’importanza del respiro

Oltre torna in edicola – L’importanza del respiro

Mike Marić, campione di apnea e coach di tanti atleti medagliati olimpici, svela l’importanza del respiro come valido aiuto per affrontare le difficoltà e raggiungere gli obiettivi.

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 22 giugno con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:

Da gustare – I golosi lo hanno sempre sostenuto: il gelato fa bene. Questa stagione ancor di più vista la moda del gelato proteico che stimola il metabolismo.

Da provare – Alla guida dei camper in partenza per una vacanza slow e itinerante ci sono sempre più giovani. Piace la comodità di portarsi in giro la casa.

Da vedere – È Leonardo da Vinci mania: mostre, itinerari e curiosità per approfondire la conoscenza sugli interessi del genio del Rinascimento.

Da fare – Da Fobello nel Vco è possibile, attraverso una escursione, raggiungere uno dei luoghi più scenografici di tutta la Val Mastallone: il lago Baranca.

Immagine https://www.mikemaric.com/

#Oltre n°23/2023 | Nella terra dei laghi è proibito arrendersi

#Oltre n°23/2023 | Nella terra dei laghi è proibito arrendersi

La terra dei laghi è la terra del canottaggio e la dimostrazione (l’ennesima) arriva dalla Coppa del Mondo che si disputa alla Schiranna. Quale migliore occasione per conoscere, appassionarsi e amare questo sport? Una disciplina di grande impegno e di fatica. Chi non è mai salito su un’imbarcazione non si rende conto di quando l’acido lattico si impadronisce dei muscoli ma tu devi continuare a remare. È l’eterna sfida dell’uomo che, con le sue forze, prova ad abbattere i suoi limiti. Il tentativo di andare oltre che premia comunque. Sia che si vinca sia che si perda. Non è retorica è la ricetta dello sport vero, quello che i greci hanno tramandato fino a noi. Non a caso inventarono le Olimpiadi, massimo cimento degli atleti, palcoscenico di competizioni e di sfide che sono rimaste nella storia.

Il canottaggio restituisce il senso più puro del dell’agone sportivo e, noi che siamo italiani, abbiamo un’ottima tradizione in questa disciplina. Si potrebbe dire che siamo un popolo di artisti, poeti e navigatori, ma anche di canottieri. E questo ci dà orgoglio, se non altro perché uno dei punti di riferimento nazionali di questa disciplina è proprio la nostra provincia. Qui sono cresciuti campioni e continuano a formarsi atleti che portano in alto l’Italia. Un motivo ci sarà.

Il primo e più evidente sta in quello che si diceva in premessa. A noi – nati in questo territorio schiacciato da Svizzera e Milano – i sacrifici non fanno paura. Anzi, sappiamo che è da quelli che dobbiamo partire per ottenere un buon risultato. Non è un concetto da prendere sotto gamba. Va ripetuto e ribadito adesso, mentre va per la maggiore la corsa al disimpegno e si afferma la cultura del «meno faccio e più avanti arrivo». Provate a chiedere a una barca di muoversi da sola, senza la forza dei muscoli di gambe e braccia che permettono di viaggiare veloci sul pelo dell’acqua. Il canottaggio è sincero perché premia chi si ce la mette tutta, chi non percorre le scorciatoie e trova la sua più bella soddisfazione in una medaglia, nel salire sul gradino più alto del podio.
Non sono dei miliardari quelli che vincono in questo sport. Sono persone come noi che hanno deciso di investire su quanto di più prezioso può esserci al mondo, sulla sfida per superare i propri limiti. Obiettivo ambizioso che nasconde il senso di perfezione tipico degli sport dove è richiesto un forte dispendio fisico.

Mentre si afferma in modo sempre più invadente la cultura della sciatteria, il canottaggio dà una lezione di massima concentrazione per ottenere la vittoria. È bello che ciò avvenga nella terra dei laghi. Che, se non ascolta questo messaggio, finisce per andare a fondo. Riemergere, poi, può diventare impossibile.

Oltre torna in edicola – I segreti del canottaggio

Oltre torna in edicola – I segreti del canottaggio

Le barche, i remi, l’alimentazione e la passione sempre in crescita nel Varesotto. In occasione della Coppa del Mondo in programma alla Schiranna a Varese dal 16 al 18 giugno scopriamo i segreti del canottaggio.

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 15 giugno con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:

Da vivere – Il mondo della nautica diventa green con barche sempre più ecosostenibili e dagli interni personalizzati a seconda delle esigenze.

Da gustare – Il granchio blu, da specie aliena e invasiva per il Mar Mediterraneo a ingrediente prelibato da portare a tavola per cene raffinate.

Da conoscere – Un prato punteggiato di piccole lucine. Non c’è nulla di più affascinante che ammirare le lucciole di notte, magici insetti bioluminescenti estivi.

Da fare – 150 anni fa la morte di Alessandro Manzoni, quale occasione migliore per visitare la sua dimora milanese e curiosare tra i luoghi del celebre libro?

#Oltre n°23/2023 | Nella terra dei laghi è proibito arrendersi

#Oltre n°22/2023 | Vorrei trasformarmi in medusa (di Dohrn)

Il mare ci ha sempre dato l’idea della vita. Ci immaginiamo dentro il ventre materno quando ci immergiamo in questo elemento naturale. Forse torniamo inconsciamente alle nostre origini perché ci hanno insegnato che tutto nacque dal mare. E lì tutto tornerà. È curioso allora raccontare la storia della medusa di Dohrn che prende il nome del biologo e grande amico di Charles Darwin con cui studiò l’ecosistema del golfo di Napoli. Ai due personaggi – Charles Darwin e Anton Dohrn – è intitolata la stazione zoologica della città partenopea, alla quale è collegato l’acquario, bello pur se semplice rispetto a quello conosciuto in tutto il mondo che sta a Genova. La medusa di Dorhn viene anche chiamata medusa immortale e questa cosa mi ha subito colpito se non altro perché, con quel nome, risponde a un’ambizione atavica e condivisa da tutto il genere umano. Come si fa a vivere in eterno? Questo speciale tipo di medusa (che in generale noi odiamo per le scottature) si rigenera a ciclo continuo. Quando sta per morire riavvia il ciclo vitale e riparte da zero. È il nostro sogno, la nostra speranza, a cui però né scienza né religione né filosofia hanno mai dato una risposta certa.

La medusa di Dohrn ce la fa e non ci stupiamo più di tanto di questo prodigio proprio perché siamo partiti con l’idea che nel mare si può avere prova sicura del postulato di Lavoisier cioè che in natura nulla si crea e nulla si distrugge. Il suo esempio, inoltre, ci dà conferma di un altro principio che governa l’umanità. Noi ne siamo un po’ all’oscuro perché il tipico approccio occidentale porta l’uomo a intendere la sua vita in senso lineare come nascita, crescita e morte. Alla fine poi ci hanno messo in testa l’idea della ricompensa e quindi l’equilibrio sociale si fonda su un meccanismo costi/benefici che può reggere per il mercato ma non sta in piedi se applicato all’esistenza umana. Ecco allora che la medusa di Dohrn ci insegna a pensare all’orientale cioè in modo circolare ovvero: non esistono premi e castighi, non ha senso reggere la società sul senso di colpa ma bisogna rendersi conto che la nostra vita è parte di un tutto eterno che si ricicla e continua a vivere. È dura lasciare da parte la nostra mentalità basata sul possesso e sull’individualismo ma ce lo insegna il mare. Pure lì esistono le stesse contraddizioni che albergano nel cuore dell’uomo. La sopraffazione è una delle regole fondamentali della natura. Il pesce grosso si sa, mangia il pesce piccolo, ma è bello pensare che da un essere apparentemente insignificante come una medusa ci arrivi un segnale di speranza e di ottimismo ancestrale. Per questo è per tanti altri motivi che ben conosciamo dobbiamo impegnarci sempre di più nel diffondere la cultura del mare. Noi che siamo italiani, che abbiamo la nostra penisola così romanticamente e naturalmente inserita in questo elemento straordinario, non possiamo non lanciare un messaggio forte per difendere l’ecosistema marino messo in difficoltà dai nostri comportamenti e dalla nostra insopportabile maleducazione.

Dalla stazione zoologica di Napoli alla One Ocean Week, dunque, arriva lo stesso segnale: difendere il mare significa tutelare l’umanità e fare del bene a noi stessi. Per vivere in eterno. Come la medusa.

Oltre torna in edicola – La Giornata mondiale degli oceani apre la milanese One Ocean Week

Oltre torna in edicola – La Giornata mondiale degli oceani apre la milanese One Ocean Week

In occasione della Giornata mondiale degli oceani a Milano si apre la One Ocean Week l’occasione per imparare a vivere responsabilmente partendo da cosa indossare e utilizziamo nella nostra quotidianità.

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 8 giugno con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:

Da gustare – Diego e Davide Narcisi coltivano centinaia di piante i cui sapori vanno dall’ostrica al formaggio e forniscono foglia per foglia i grandi chef.

Da fare – Da giovedì 8 a sabato 10 giugno al campo Levi di Varese torna la Festa del Rugby tra sport, musica dal vivo e gastronomia.

Da sapere – Il Kintsugi è un antico rituale giapponese che significa letteralmente «riparare con l’oro». Lo stesso concetto può essere utilizzato per gli uomini.

Da vedere – A Villa Necchi Campiglio a Milano sono in mostra una scelta di 30 pezzi anche inediti della collezione di Adriano Pallini, il sarto degli artisti.