#Oltre n°26/2023 | Il teschio, le corna e il senso della vita

#Oltre n°26/2023 | Il teschio, le corna e il senso della vita

Il mistero affascina, il mistero attrae, il mistero attira a sé per capire. Un certo autore di Firenze ci ha fatto una fortuna descrivendo cosa esiste dopo la morte. E chi non è curioso di saperlo? Peccato che nessuno possa descriverlo con certezza, essendo la strada senza ritorno. Si può, allora, provare con lo spiritismo. Ma bisogna crederci. Nulla contro chi lo fa con convinzione ma l’unica seduta che ricordi è quella che viene raccontata nel film “Totò, Peppino e la dolce vita”, descrizione divertente e un po’ grottesca di un riunione per richiamare gli spiriti con tanto di teschio, corna e un fantasma che si materializza, salvo poi scoprire che è tutto uno scherzo. Peppino, intanto, si sente male ma il cognac per rianimarlo se lo beve Totò. Insomma, c’è molto da ridere e poco da capire in questa storia che, però, regala anche qualche pillola di saggezza. La celebrante, interrogando l’aldilà, scopre che «la verità non fa male» mentre «il dubbio tormenta l’anima». Meglio non stuzzicare troppo gli spiriti, allora, per superare il piano della realtà concreta. Ci possono essere altri metodi per scandagliare quella che i filosofi chiamano la metafisica. Un sistema può essere quello dell’interpretazione dei segni (non dei sogni). Ci sono persone che leggono il proprio destino in base alle indicazioni che arrivano dagli eventi della vita. È un approccio solo apparentemente irrazionale, in verità mira a spiegare ciò che accade seguendo un filo logico che solo il diretto interessato può vedere. Un altro modo per scoprire la parte nascosta della nostra vita consiste nell’affidarsi alla psicologia, meglio alla psicanalisi, che passa al setaccio l’inconscio per trarne conclusioni. Non sempre vere, però.

Poi ci sono i due approcci solo in apparenza antitetici, quello di testa e quello di cuore. Nel primo caso cerchiamo di dare una ragione anche a ciò che non capiamo. E, di solito, rimaniamo delusi. Con il cuore, invece, non sbagliamo in quanto a soddisfazione immediata ma rischiamo di finire dentro casini che nemmeno ci immaginiamo ma che scopriremo in seguito.

Siamo partiti dalle sedute spiritiche per arrivare a una chiave di lettura della vita che sia in grado di interpretarla nella sua completezza. Come hic et nunc (qui ed ora) ma anche come futuro, come prospettiva, come tendenza all’eterno e all’infinito. Totò e Peppino ci hanno scherzato sopra ma chi più di loro – da scaramantici napoletani – può essere esperto nella materia “aldilà”? Peccato però che non basta un tavolino, una tazzina e le mani dei convitati unite a catena per venire a capo di questo mistero. Ma a volte ci piace credere che possa essere così.

Oltre torna in edicola – Alla ricerca dei misteri d’Italia

Oltre torna in edicola – Alla ricerca dei misteri d’Italia

Bicchierini che predicono il futuro, sedute spiritiche e contatti con alieni. Flavio Vanetti e Sabrina Pieragostini, entrambi giornalisti e appassionati, accompagnano i lettori in un viaggio alla ricerca dei misteri d’Italia.

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 06 luglio con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:

Da gustare – Un’estate di salse: non servono solo per correggere gli errori n cucina, ma sono una vera e propria esperienza di ricerca tra gusti insoliti.

Da indossare  – Il kimono è uno dei capi più antichi della storia della moda e oggi torna di tendenza come sostituto del blazer: colorato e leggerissimo.

Da vivere – Chi ha detto che le piscine gonfiabili sono un divertimento per bambini? Eccole colorate e resistenti da mettere in giardino o in terrazza.

Da vedere – Le opere di Leandro Erlich in mostra a Palazzo Reale a Milano sono in grado di mettere in discussione la realtà e farci ragionare.

 

#Oltre n°26/2023 | Il teschio, le corna e il senso della vita

#Oltre n°25/2023 | L’arte di spingersi sulla soglia del burrone

Confesso che non mi fa molto piacere vedere il mio interlocutore che scarabocchia strani disegni su un foglio mentre mi sta ascoltando. Penso che senta me e, intanto, divaghi su altro. Mi spazientisco. Eppure se mi fermo e lo interrogo su ciò che sto dicendo, lui è sul pezzo. Non si è distratto un attimo. Stessa scena al telefono. Sempre quel tale riceve una chiamata e, mentre parla, si diverte a comporre opere di arte astratta su un foglio. Ognuno ha il suo stile. C’è chi disegna i cuori, chi i circoletti, chi le righe, chi strane greche di impossibile decifrazione. Dicono che questo metodo di libera creazione degli scarabocchi serva a concentrarsi, non a distrarsi, sia utile per focalizzare le idee invece che per disperderle.

Può darsi, anche se la prima impressione è di fastidio verso chi ti deve ascoltare e si dedica a comporre astrusi disegnini.
Dicono, ancora, che questi geroglifici abbiano l’effetto taumaturgico di liberare l’inconscio dalle paranoie e dagli ostacoli che la mente umana incontra ogni giorno sul suo cammino. Può essere, ma risulta difficile interpretare quei segni come se fossero una mappa del tesoro per comprendere cosa ci sia nel nostro cuore e nel nostro cervello. Passato il nervoso, però, iniziano le domande.

La prima, fondante, va all’origine di quegli scarabocchi. Grafologi e psicologi hanno le loro spiegazioni tecniche. Banalizzando, interpretano il cuore come la ricerca d’amore, i tratti discontinui come voglia di conflitto e altro ancora. Ma non ci bastano questi rilievi, vogliamo andare più nel profondo e ci rendiamo conto, perciò, che quei segni sono la manifestazione di qualcos’altro che è in noi ma non viene espresso in senso compiuto. Un po’ quel che accade nei sogni dove il nostro inconscio libera dei segnali che rimandano a contenuti diversi. E qui si apre un mondo. Inesplorato. È il nostro destino quello di arrivare fino a un certo punto, di sporgerci sulla soglia del burrone senza riuscire a interpretare ciò che ci sta sotto. Ci troviamo di fronte a quel senso di vuoto e di incompiutezza che è tipico della condizione umana.

Ci viene in soccorso, allora, la filosofia greca (e chi sennò?). Platone diceva che l’uomo è privo di virtù naturali, sarebbe cioè dotato in maniera inadeguata rispetto agli animali, e non potrebbe vivere in un ambiente non artificiale, perché non lo capirebbe. Nel XV secolo il tema è stato ripreso da Pico della Mirandola che ha definito l’uomo come animale indeterminato, incompleto, e per questo libero di compiere le sue scelte. Essendo biologicamente manchevole, sopperisce alle carenze con l’ingegno. Ma, ogni tanto, la realtà gli sfugge di mano e torna, con gli strani disegni, a quell’accozzaglia che ha in testa. Spiegazione troppo complessa? Forse. Ci vorrebbe uno scarabocchio per spiegarla meglio.

Oltre torna in edicola – Lo scarabocchio diventa arte

Oltre torna in edicola – Lo scarabocchio diventa arte

La milanese Chiara Croce, la regina dello scarabocchio, ci spiega in cosa consiste la doodle art  un modo di disegnare che l’ha vista vincitrice del Red Bull Doodle Art il primo concorso mondiale dedicato.

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 29 giugno con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:

Da gustare – Dici estate e pensi al tonno. In scatola, cotto o crudo, il pesce dalla carne rossa è il re delle tavolate di questa stagione. Ma lo conosciamo davvero?

Da vivere – Il picnic torna di moda e si evolve. Ad arrivare al parco è direttamente il cestino al cui interno c sono cibi e bevande gourmet.

Da fare – Gli italiani sono degli appassionati camminatori e percorrono su e giù l’Italia scoprendo angoli nuovi lungo i sentieri più o meno celebri.

Da ascoltare – Un mix esplosivo di punch line, comedy e intrattenimento: Clementino parla di come sarà il suo spettacolo a Verbania.

 

#Oltre n°26/2023 | Il teschio, le corna e il senso della vita

#Oltre n°24/2023 | Il respiro manifesta la forza di Dio

Non si può parlare di respiro senza accennare al concetto orientale di ki. Con questo termine viene espressa l’idea che incarna le energie fondamentali dell’universo, di cui fanno parte la natura e le funzioni primarie dell’uomo, in cui il respiro ha un ruolo essenziale, senza il quale non esiste la vita. Nell’antica Cina il ki era visto come la forza che originava tutto il resto, utilizzato nelle arti marziali e per dare motivazioni agli eserciti. Nella cultura tradizionale induista il termine con significato corrispondente è il vocabolo sanscrito Prana. Che ha a che fare con il respiro e ci rimanda a quello che di solito noi indichiamo come lo spirito. Il tutto, anche dal punto di vista linguistico, ci richiama il soffio. Ovvero quella componente vivificatrice che interpreta la capacità creativa di Dio. Nel respiro dunque sta la vita e la potenza del realizzare dal nulla così come viene spiegata nell’Antico Testamento, libro della Genesi: «Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente».

Esaurite queste premesse storiche e filosofiche ci troviamo proiettati nel giorno d’oggi e ci confrontiamo con tecniche sempre più raffinate che mental coach, psicologi e santoni insegnano ai loro allievi per farli stare bene. Spiegano che la serenità mentale parte dal respiro. Un approccio affannoso e nervoso non fa altro che peggiorare il nostro stile di vita. Occorre respirare con calma e lavorare sul diaframma in modo che a gonfiarsi sia più la pancia della cassa toracica. L’obiettivo non sempre è naturale ma si raggiunge con l’allenamento. Cadenzare il proprio respiro è il primo passo per stare meglio. Per vivere in pace con se stessi.

Purtroppo però noi siamo gli abitanti di quello che il semiologo Marshall McLuhan chiamava il villaggio globale, quindi siamo sottoposti a una miriade di input. Se ci facciamo prendere dall’ansia siamo fritti. Solo se abbiamo la pazienza di ascoltare il nostro corpo, capiremo che il ritmo del respiro può guidare anche le nostre azioni con successo. Il famoso detto «la calma è la virtù dei forti» non è una frase buttata lì a caso, è la sintesi di quanto la filosofia e le tradizioni millenarie ci consegnano. Capiamo, perciò, come la corsa spasmodica alimentata dalla società occidentale abbia poco senso. Produce competizione ma non risultati migliori. Per riuscire a emergere nella vita non serve correre forte ma avere la forza di trasmettere il proprio soffio creativo dentro le cose che si fanno. E per arrivare a questo obiettivo esiste una strada molto semplice: prendi fiato, respira forte e buttati dentro la vita. Le forze che governano il mondo ti sorreggeranno. Perché tu sarai uguale a loro. Sarai lo spirito, il ki, l’eterna manifestazione della potenza di Dio (che sta in te).