Oltre torna in edicola – La schiscetta dagli occhi a mandorla

Oltre torna in edicola – La schiscetta dagli occhi a mandorla

Tempo di rientro in ufficio, tempo di pausa pranzo. Dalle tipiche italiane fatte anche con ricette di recupero, a quelle raffinate e salutari che arrivano dal Giappone.

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 14 settembre con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:

Da vivere – Settembre coincide con il rientro nella routine, cosa non sempre facile. Per questo una buona dormita potrebbe solo che aiutare corpo e spirito. Letti e dispositivi tecnologici ci vengono in aiuto per monitorare il nostro riposo

Da conoscere – La compagnia Grand Guignol de Milan ricostruisce sotto forma di spettacolo i luoghi di Milano attraverso la cronaca nera e il true crime alla riscoperta di luoghi per noi quotidiani

Da provare – Recentemente ribattezzata Waterless Beauty, ovvero, bellezza senza acqua, aiuta a riscoprire il fascino della classica saponetta che, per l’occasione, diviene versatile e multiuso

Da fare – Una passeggiata nella selvaggia Val Bavona, laterale della Valle Maggia, dove le pareti pietrose che la racchiudono e che si innalzano per centinaia di metri sono le tracce visibili dell’antica presenza dei ghiacciai in questa zona

#Oltre n°29/2023 | La lezione di Violetta che piace tanto ai giovani

#Oltre n°29/2023 | La lezione di Violetta che piace tanto ai giovani

La Traviata è un’opera simbolo che anche i non esperti di lirica, almeno nel nome, conoscono. Sanno che è di Giuseppe Verdi ma non tutti sono al corrente della storia La Traviata è un’opera simbolo che anche i non esperti di lirica, almeno nel nome, conoscono. Sanno che è di Giuseppe Verdi ma non tutti sono al corrente della storia che la caratterizza: avvincente e controversa. Ha suscitato scandalo e tanto interesse in questi 170 di vita (prima esecuzione il 6 marzo 1853). Arriva a Varese con il suo carico di musica e di interrogativi.

Ha ancora senso parlare di passione e di amore, così come ci insegna la protagonista Violetta? Domanda sempre attuale se si considera che i giovani –ritenuti a torto insensibili e iper tecnologici –sono invece degli inguaribili romantici. Lo dimostra un recente sondaggio condotto da Skuola.net su un campione di 30mila ragazze e ragazzi tra i 12 e i 17 anni. La stragrande maggioranza (67%) immagina che un giorno si sposerà. Ben 7 su 10 si vedono con un figlio. Da questa indagine risulta che la generazione Zed mette al primo posto nella propria vita il sentimento più importante e immagina di avere un partner al fianco per tutta la vita.

A ulteriore riprova che l’amore per i giovani sia una cosa molto seria c’è un altro dato: 2 su 3 dicono di non essersi mai innamorati per davvero. Ma quando è successo hanno capito che quello è un sentimento importante, che non ha eguali con tutti gli altri e che non è solo un elemento teorico, raccontato nei romanzi. Piuttosto ravviva e fa rinascere una persona. Che c’entra tutto ciò con la Traviata? Semplice, spesso l’opera di Giuseppe Verdi viene catalogata come scandalosa e dovette subire pure la censura ai tempi dell’uscita. Ma sbaglia chi ne dà una lettura così bacchettona. La verità è che nella Traviata vengono a galla luci e ombre di una condizione umana che non può fare a meno –pur tra mille miserie –dei propri sentimenti. È questa componente a determinare fortune e sfortune della vita.

A permettere di toccare i vertici della felicità così come di scendere negli inferi della più totale tristezza. Cosa sarà mai questo ingrediente segreto che, come il sale, dà gusto alla vita? Chiedetelo a Violetta che, come in ogni dramma che si rispetti, muore di tisi e di troppo amore al termine dell’opera. Consumata da qualcosa che ti brucia l’anima se non riesci a gestirlo e dominarlo. L’amore è come un puledro – parafrasando Alda Merini in una delle sue poesie più belle – bello e talentuoso che, se lo lasci senza briglie, finisce per disarcionarti, per buttarti a terra, facendo sentire come è duro il suolo dove cadi. Se, invece, sai guidarlo con sapienza e moderazione ti regala i momenti più belli della vita. Ci vuole un po’ di testa per governare il cuore ma il cervello che c’entra quando di mezzo ci sono i sentimenti? Purtroppo non potete chiederlo alla protagonista della Traviata perché vi darà i consigli sbagliati. Ma sono quelli che qualsiasi persona innamorata saprebbe darvi. Qui sta il bello e il brutto di questo sentimento. Che Giuseppe Verdi ha provato a spiegare in musica. Ascoltare l’opera, perciò, è ossigeno per il nostro spirito calpestato da una società troppo materialista. Ma la migliore lezione ce la danno i giovani che, come si diceva all’inizio, credono ancora all’amore. E noi con loro. Insieme a Violetta.

Oltre torna in edicola – Violetta canta il suo dolore

Oltre torna in edicola – Violetta canta il suo dolore

Violetta canta il suo dolore, il suo amore e la sua consapevolezza venerdì 25 ai Giardini Estensi di Varese: La Traviata di Verdi è infatti la nuova produzione portante dell’edizione del Varese Estense Festival Menotti

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 27 luglio con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:

Da conoscere – Le opere di Stefano Berardino giovane artista di Orta San Giulio (No) fanno rivivere i sentimenti e le passioni del mondo dei motori.

Da gustare – Milkshake, frappè e frullati da sorseggiare. Le coloratissime bevande dell’estate fresche, energizzanti e totalmente personalizzabili.

Da fare – Due itinerari per approfondire alcuni aspetti delle opere e del pensiero dei pittori vigezzini Carlo Fornara e Giovanni Battista Ciolina.

Da ascoltare – Il Tones Teatro Natura nell’ex cava di Oira chiude con il concerto della CM Orchestra che ha come ospite d’eccezione Mario Biondi.

#Oltre n°29/2023 | La lezione di Violetta che piace tanto ai giovani

#Oltre n°27/2023 | Con un libro difendiamo il tempo e le passioni

Un libro permette di riconnettersi con due elementi distrutti da questa società: il tempo e la passione. Lo scopo dei telefoni cellulari è, in tanti casi, quello di ammazzare il tempo. Non c’è espressione più felice per descrivere ciò che disperdiamo quando ci lasciamo prendere dalla mania dei post. Un po’ come fumare una sigaretta: mandiamo in cenere parte di un nostro bene prezioso che è la nostra salute (fisica o mentale).

Come esordio mi rendo conto che è un po’ bacchettone ma farò in modo di ammorbidirmi per spiegare la bellezza di leggere un libro, tanto più se in montagna, riacquistando quella sintonia di persona e natura che fa parte della nostra essenza, così come l’esperienza di Marco Tosi (pagine 10 e 11) ci può regalare.
La filosofa Sofia Vanni Rovighi (che pochi conosceranno ma che ha dato un’impronta fondamentale a questo studio in Cattolica a Milano) diceva che spesso la vita di una persona è una fuga dai quesiti veri sul senso della nostra esistenza, un tentativo per distrarsi, per allontanare da noi il pensiero della finitudine e del limite.

Escogitiamo mille modi per non essere catapultati in questo vuoto che ci spaventa. Invece è affrontandolo che ci rendiamo conto di chi siamo per davvero. E un libro ci può insegnare molto perché ci aiuta a riflettere, fosse anche un giallo e non per forza un trattato sulla ragion pura o sulla ragion pratica. La lettura rinforza i nostri meccanismi logici, li esalta, ci guida dentro la nostra mente senza rimbalzare da un contenuto all’altro come la logica social vorrebbe. Ci impedisce di diventare schiavi di quella destrutturazione del pensiero che va così tanto di moda. È l’estremo tentativo di salvarci, insomma. Sono ancora troppo bacchettone? Può darsi.

Ma se ci fate caso questo tipo di impostazione non si mangia solo il nostro tempo ma fa a pezzi anche la ragione stessa del nostro vivere, cioè la passione. Quando siamo felici, quando sentiamo che la pienezza del nostro essere riesce ad esprimersi in modo completo? Quando riusciamo a coltivare una passione. Rendendo il mondo piatto e sempre uguale, dentro schemi fissi e sempre uguali come quelli che ci vengono propinati dalla finta libertà dei social, perdiamo amore per ciò che facciamo e per ciò che vediamo. Tutto diventa solo materiale di consumo. Utile a far passare il tempo ma non a soddisfarci. Anche in questo caso ci viene in soccorso un libro: avete mai provato a lasciarvi prendere da una storia che vi appassiona? È cibo per la nostra anima, carburante per corpo e mente. Dunque, riappropriamoci di tempo e passioni. La nostra vita sarà più felice. A volte basta poco: un semplice libro e una baita in montagna.

Oltre torna in edicola – Una montagna di libri

Oltre torna in edicola – Una montagna di libri

La storia di Marco Tosi libraio verbanese che ha aperto una libreria all’Alpe Colle a 1238 metri di altitudine e che rappresenta «l’avamposto di libri più alto sulle Alpi italiane».

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 13 luglio con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:

Da vedere – Al MIDeC di Laveno Mombello 100 opere di ceramica provenienti da una collezione privata lavenese ideate dall’architetto e designer Gio Ponti.

Da gustare – Non è fantascienza: è possibile creare piatti a base di prodotti freschi grazie a una stampante 3D che utilizza ingredienti commestibili.

Da ascoltare – Fiorella Mannoia e Danilo Rea a Verbania per un concerto dove la musica è la protagonista assoluta di uno scambio emotivo col pubblico.

Da sapere – I mille usi della lavanda, dall’aromaterapia al gelato fino ai selfie nei campi anche del Varesotto in cui immergersi per rigenerarsi.