Oltre torna in edicola – Plant based? Sì grazie

Oltre torna in edicola – Plant based? Sì grazie

Una scelta salutistica ed etica: questa dieta è prevalentemente vegetariana (non esclude la carne) con regole che rispettano i ritmi e i tempi della terra.

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 5 ottobre con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:

Da conoscere – I segreti della consolle con Joe T Vannelli il dj e produttore internazionale tra i maggiori esponenti della musica House

Da provare – Mollo tutto e vado in monastero, una vacanza o un fine settimana per staccare con il mondo esterno

Da vedere – Mr. Savethewall, lo street artist celebre per il ranocchio antropomorfo è in mostra a Varese

Da sapere – L’araldica è lo studio degli stemmi ognuno dei quali è un mondo a sé e regala informazioni preziose sul passato

Oltre torna in edicola – Piercing, estremo è bello

Oltre torna in edicola – Piercing, estremo è bello

Oggi è un segno distintivo e di ribellione, ma un tempo era un modo per dire appartengo a un gruppo. Storia e curiosità del piercing, quel piccolo foro che attraversa parti del corpo caratterizzandole e abbellendole.

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 28 settembre con La Prealpina.

#Oltre n°31/2023 | Testa o croce per buttarsi sulle ali del parapendio

#Oltre n°31/2023 | Testa o croce per buttarsi sulle ali del parapendio

Ci sono fior di trattati sulla percezione del rischio. C’è chi non avverte il pericolo in frangenti particolarmente delicati e chi preferisce alzare tutte le sue difese anche se non ci sarebbe un bel nulla di cui avere paura. Chi si butta con il parapendio una buona dose di coraggio la deve avere per forza. Se non altro perché, quando davanti ai propri occhi si presenta il vuoto, è normale ritirarsi. Invece no. Ti lanci nel vuoto e vedrai quello che accade. Non per scomodare (anche stavolta) il buon Alessandro Manzoni ma, come diceva descrivendo don Abbondio, se uno il coraggio non ce l’ha, mica se lo può dare.

Di fronte al parapendio ci sentiamo un po’ tutti come il prete intimidito dai bravi e vadano a quel paese tutti i discorsi sul sogno dell’uomo di volare, sugli ideali di libertà e sul desiderio di imitare Icaro (che non fece una bella fine). Esiste una percezione del rischio – dicevamo all’inizio – che ci frena. Ci impedisce di abbracciare le emozioni più belle ma ci tiene pure al riparo dal pericolo maggiore, che è quello di morire. La vita, in fondo, è una partita a testa o croce nello scegliere la via giusta: il rischio o la prudenza. Dopo il Manzoni ci vengono ancora in soccorso i filosofi greci che, almeno su questa questione, loro che hanno studiato e conosciuto tutti gli anfratti dell’animo umano, parlano con cognizione di causa. Peccato, però, che ci diano indicazioni di senso opposto. Aristotele è diventato famoso – tra le mille cose – per la sua medietas, spiegandoci che la virtù sta nel mezzo, mai nell’eccesso. Dovendo scegliere, dunque, di buttarci con il parapendio rispetto allo stare seduti sul divano, dovremmo propendere almeno per andare a correre, una via di mezzo tra l’attivismo che sconfina con l’esagerato pericolo e la totale pigrizia di chi conosce come unico sport quello di schiacciare i tasti del telecomando.

Questione risolta, dunque: addio parapendio perché, come si suol dire, il gioco non vale la candela. Eh no, perché è il collega e successore di Aristotele, cioè Platone a portarci su una strada opposta e piuttosto impervia. Nel Fedone (il Dialogo che descrive la morte di Socrate) ci spiega che «il rischio è bello». Quale migliore occasione di sperimentare questa massima, buttandosi con il parapendio? Ma è l’esatto contrario di quello che ci diceva lo Stagirita (il soprannome di Aristotele che era nato a Stagira, città della penisola calcidica). Dovendo scegliere, allora, propendiamo per i consigli di quest’ultimo, anche se al liceo ci era più antipatico lui di Platone. Ma stavolta è troppa la paura che la cera delle ali possa essere disciolta dal sole. Perché i sogni, si sa, muoiono all’alba.

Oltre torna in edicola – I signori  del vento  e della libertà

Oltre torna in edicola – I signori del vento e della libertà

Ricominciare il tran tran quotidiano con un’esperienza unica. Avete mai provato il volo con il parapendio? Un viaggio sospesi nel cielo con il mondo ai nostri piedi

Scopri di più nel nuovo numero di Oltre in edicola giovedì 21 settembre con La Prealpina.

Inoltre, vi parleremo di:

Da fare –  Ville Aperte in Brianza: fino al primo ottobre è possibile partecipare alle visite, alcune in via del tutto eccezionale, di dimore di delizia e non solo che faranno conoscere meglio il patrimonio storico lombardo

Da vedere – una mostra al Mudec dedicata a Vincent van Gogh aiuta a comprendere molto la personalità dell’artista che era perfettamente calato nella cultura del suo tempo

Da conoscere – Le scarpe dello spettacolo. A iniziare come ciabattino della Scala fu Biagio Laera, oggi i suoi figli continuano la tradizione artigianale realizzando calzature ad hoc per i teatri e le produzioni cinematografiche

Da gustare –  Tutti pazzi per il reishi proprio come Jovanotti. Questo fungo se consumato in polvere nelle bevande sembrerebbe regali benessere a tutto il corpo

#Oltre n°31/2023 | Testa o croce per buttarsi sulle ali del parapendio

#Oltre n°30/2023 | Il bento-box di Murakami che preferisce gli spaghetti

Quando sento parlare di Giappone, non so perché ma mi viene subito in mente Haruki Murakami, sarà perché amo immensamente questo scrittore o perché la mia ignoranza è talmente profonda di questo Paese che conosco bene o male solo lui, anzi i suoi libri. Stavolta, però, vale un altro argomento che è quello del cibo, confezionato con ordine nei bento-box, quei contenitori che dalle nostre parti venivano chiamati schiscetta ma si sono evoluti e ora sono pure di moda. Non mi sembra che Murakami ne parli nei suoi libri, o non me ne ricordo. Ma il portavivande giapponese sta avendo successo anche in Europa.

Ci puoi mettere di tutto, l’importante è che lo confezioni con ordine e con un tocco di artisticità e originalità. Portata d’obbligo (o quasi) è il riso. Il resto va a piacimento. In un mondo che sembra piombato dentro la confusione, il bento-box è una bella espressione di ordine e di misura. Quindi potrebbe diventare il soggetto ideale per il prossimo libro di Murakami che sa raccontare con precisione chirurgica non solo la realtà fattuale ma persino i sogni e le fantasie. Aspettando che lo scrittore giapponese ci diletti con una sua opera a tema, possiamo porci delle domande sul nostro rapporto con il cibo.

In un’epoca in cui tutto viene divorato con bulimica facilità, il nutrimento ha perso la sua valenza primitiva di semplice materia di sostentamento per diventare qualcosa di più e di diverso. È il nostro modo di rapportarci con il mondo e di scegliere ciò che ci piace, affinché abbiamo soddisfatti i nostri desideri alimentari. Il bento-box viene in soccorso di queste esigenze anche a chi ha poco tempo di dedicarsi alla propria alimentazione. In una scatoletta con coperchio, infatti, ci stanno i profumi, i colori, i gusti che ci permettono di ritrovare noi stessi. Concetto troppo filosofico della schiscetta? Forse sì, ma provate a cercare su internet le immagini del bento-box e vi sembrerà di essere ritornati nel mondo di Barbie (che va anche di moda).

Un universo che ci fa evadere dalla realtà pur mantenendoci dentro, perché non c’è nulla più del cibo che ci tiene ancorati a questa terra. È un’esperienza che ci mette a confronto con una cultura diversa dalla nostra ma che può essere anche nostra, considerato che ormai le contaminazioni sono all’ordine del giorno.
Pensando al Giappone, quindi, non penserò solo a Murakami d’ora in poi. La mente cercherà risposte nei bento-box. Con un piccolo particolare, però, che ci è sfuggito in questa breve narrazione. Quando viene in Italia l’autore di Norvegian Wood non è che si porti la scatoletta. Si siede al ristorante e va matto per la pasta. Ecco.